Come Ritrovare la Motivazione per Studiare

Lo studio è una parte fondamentale dell’ apprendimento, un qualcosa che ci accompagnerà per tutta la nostra vita. I libri ci aiutano a crescere, a comprendere la vita, a stare meglio al mondo o “semplicemente” ad apprendere una nuova professione. Avremo a che fare con lo studio sempre, non solo nell’ età scolastica.

Non sempre però è facile studiare, e molte volte si perde la motivazione. Mancanza di concentrazione, di voglia, di un metodo di studio, difficoltà degli argomenti trattati, sono tutti motivi validi che ci fanno perdere la giusta “rotta” verso il sapere. C’è però una soluzione per ritrovare la motivazione per studiare. Abbiamo letto tanti libri di psicologia, perchè di questo si tratta, di un problema psicologico, di atteggiamento verso lo studio. C’è anche chi propone un metodo valido, un’abitudine da instillare nel nostro cervello per studiare.

Ad esempio la “terapia breve strategica” pone l’attenzione sul “qui ed ora“. Non va ad indagare problemi passati per capire le motivazioni dietro la mancanza di motivazione nello studio. Esistono delle vere e proprie “tecniche psicologiche” per far ritrovare la motivazione ad un ragazzo, studente o a qualsiasi altra persona che deve intraprendere un percorso di studio.

I comportamenti tipici di fronte ad una difficoltà nello studio sono due: evitamento e blocco di fronte ad un obbligo.

Il primo problema che molte persone hanno davanti allo studio è quello dell’ “evitamento“. Si tende ad evitare una materia o un argomento perchè non si capisce, per paura, da qui nasce la “fuga”, verso l’interrogazione, il compito.

Il secondo è quello dell’ “obbligo“. Di fronte alla pressione di un professore o genitore un ragazzo o ragazza, paradossalmente, si blocca. Più si forza la mente a rimanere concentrata su un argomento, più essa vaga e divaga verso mondi e percorsi paralleli. A questo punto il ragazzo si “ribella” ed “evade” letteralmente dallo studio.

Tecniche psicologiche per motivare allo studio

per aiutare uno studente che non ha motivazione o voglia nello studio che percepisce come un obbligo iniziamo con la tecnica dello “studio paradossale“.

Come funziona? Si determina una finestra temporale di 15, 20 minuti in cui lo studente deve stare seduto davanti al libro. Può anche non leggerlo, può anche rimanere seduto a pensare. Lo stratagemma è proprio quello di lasciare libero lo studente di fare quello che vuole senza un obbligo. Non ci devono essere distrazioni, tv, cellulare, tutto spento. Il paradosso è quello che probabilmente il ragazzo si annoierà e anche solo per curiosità inizierà a leggere qualcosa.

motivazione-studio

E’ anche probabile che nel corso dei vari giorni lui stesso chiederà piu’ tempo per aumentare il tempo a sua disposizione poiché “incredibilmente” è riuscito a studiare.

Se ci fosse all’ opposto uno studente che “studia troppo”, ossessionato dallo studio, dall’ essere preparato per paura di fallire la tecnica è quella dello “studio programmato“. Anche in questo caso di programma una finestra temporale in cui si può studiare, e non si eccede da questo periodo. Lo studente una volta terminato il tempo concesso a sua disposizione non deve ripassare o fare altre attività legate allo studio.

Affrontare la paura dell’ esame

come detto spesso gli studenti evitano di studiare per la paura di affrontare un esame. La tecnica psicologica che in questi casi si usa è quella del “paradosso“. Si chiede allo studente di rendere “volontario” un sintomo ansioso che per sua natura è spontaneo (ad esempio la paura di svenire, la tachicardia, la reazione di panico, sudorazione delle mani ecc.). Quanto più lo studente cerca di produrre volontariamente il sintomo temuto, tanto meno ci riuscirà, sperimentando un effetto paradosso, che è lo scopo ultimo della tecnica.

Oppure di focalizzarsi sullo scenario (la situazione d’esame, l’interrogazione) con la richiesta chiara, anche in questo caso, di esasperare le emozioni di imbarazzo e vergogna, «esagerando» il più possibile la situazione temuta.

Il ripetuto e costante esercizio giornaliero porta a una graduale diminuzione delle sensazioni di paura, piano piano ci sarà una difficoltà sempre maggiore nell’evocare ciò che inizialmente veniva vissuto come paura.

Problemi di studio nei bambini come affrontarli

quando si cerca di affrontare un problema di mancanza di motivazione nello studio nei bambini occorre intervenire anche sui genitori. Molto spesso i genitori dei bambini sono troppo impositivi, troppo fobici-ansiosi nei confronti delle performance scolastiche.

I genitori dovrebbero innanzitutto osservare il proprio figlio, senza intervenire e lasciarlo fare. Molto spesso i genitori sono troppo presenti nello svolgimento dei compiti. Meglio limitare la presenza e l’aiuto solo ad inizio e fine compito. Non essere troppo “pedanti” nella correzione, lasciando al bambino il “diritto di sbagliare“.

Successivamente sarebbe buona cosa “gratificare” gli sforzi, ma senza esagerare.

Problemi di memorizzazione nello studio

lo studio è anche memorizzazione. Molti cattivi studenti affermano di non essere capaci a studiare perchè dotati di scarsa memorizzazione. Non è così, ma è mancanza di concentrazione e comprensione. Nel seguito parleremo ad ogni modo di tecniche di memorizzazione, ma si tratta di un problema di comprensione: quante più associazioni personali si producono (schemi, studio critico, riorganizzazioni personali, ecc.) tanto maggiore sarà il ricordo a lungo termine delle cose studiate.

L’essere umano ha un forte ricordo di qualcosa se lo associa ad un emozione. Quindi se abbiamo difficoltà a ricordare le cose che abbiamo letto dobbiamo legarci un emozione. Se si tratta di storia, leghiamo un emozione ad una battaglia, oppure latino e greco un sentimento. Cercare di legare dunque uno stadio emozionale a quell’ argomento, a qualcosa che percepiamo quando stiamo leggendo.

Tecniche di memorizzazione efficaci

quando si tratta di memorizzare una serie di date, eventi o nomi possiamo ricorrere alla “tecnica dei loci“. Se dobbiamo ricordare a memoria una sequenza di nomi o numeri associamola ad un percorso.

Ad esempio memorizziamo il percorso che facciamo da casa per arrivare a scuola. Ci sarà la piazza, il negozio del fruttivendolo, la fermata del bus, la fontanella. Per ogni luogo associamo un numero o nome da memorizzare, ad esempio piazza-MARIO, negozio-LUIGI, fermata del bus-ANTONIO, fontanella-LORENZO.

Quando è il momento di esprimere oralmente in un esame le cose memorizzate “srotoliamo” la sequenza partendo da casa verso la scuola. Quindi MARIO,LUIGI,ANTONIO,LORENZO.

Un libro consigliato per migliorare le tecniche di memorizzazione e di studio è il METODO GENIALE, che vi consigliamo di acquistare e leggere.

Add Comment

  +  57  =  61