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Discussione n. 9315  |
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Yume
Membro liv.#4
   

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Inserito il - 07/02/2010 : 21:31:50
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| Ti ringrazio, soprattutto perché incita, ovviamente (l'"ovviamente" vale per un Sufi e simile tipologia di uomo), al viaggio interiore. |
Modificato da - Yume in data 08/02/2010 00:09:28 |
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HaKuDò
Membro liv.#5
    
1311 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2010 : 01:20:20
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Citazione: Messaggio inserito da Yume
Citazione: Fudenji, è il luogo più adatto per sbarazzarsene. Delle formalità intendo
Non ne dubito, e mi fa piacere. Anche se a dire la verità posso benissimo tenerle le formalità di una tradizione
Certo, ci sono, ma io intendevo che lo spettro del messaggio dello Zen consente a non vedere più i formalismi come tali nella loro accezzione più superficiale, ma come modo di essere e di vivere degli illuminati. Ovvero: non siedi per entrare in Zazen, ma proprio perchè già sei in Zazen, siedi |
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Yume
Membro liv.#4
   

882 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2010 : 11:46:18
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Citazione: non siedi per entrare in Zazen, ma proprio perchè già sei in Zazen
Ottimo, più che ottimo... se vi vengo a trovare, ti farò sapere  |
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HaKuDò
Membro liv.#5
    
1311 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2010 : 15:27:33
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Citazione: Messaggio inserito da Yume E' un po' come un conto alla rovescia fino allo zero dei numeri assoluti: è un numero anch'esso, ma più indietro non ci vai. A quel punto i concetti si potrà solo trascenderli tutti, se ci si vuole davvero "stupire ogni giorno".
Lo zero è il numero che nega l'assenza di significato. E' il fondamento del concetto di Sunyata che è l'indicazione Buddhista della realtà ultima espressa in modo logico/verbale. |
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Shiva Shankar
Membro liv.#4
   

670 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2010 : 16:42:05
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| ti ringrazio, il posto merita sicuramente una visita. per quanto riguarda le cose da leggere, se puoi consigliarmi, non qualcosa di filosofia, ma di tecniche estetiche. |
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Shiva Shankar
Membro liv.#4
   

670 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2010 : 16:55:07
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quando si va in un luogo, è bene adattarsi a quel posto. diversamente serebbe come quegli italiani che vogliono mangiare la pizza sull' himalaya; ogni cosa nel suo posto. se voglio parlare di scritture vediche, il luogo migliore è un ashram vedico. in un monastero zen ovviamente, si trattano argomenti zen. certamente si potrà parlare di tutto, anche di cultura vedica, trattata sempre da un punto di vista zen. in ogni luogo spirituale ci sono persone con capacità diverse; da chi ha abbracciato un sistema da poco, al maestro illuminato. non fa testo parlare con il primo che capita e trarre idee su tutto il sistema. |
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Yume
Membro liv.#4
   

882 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2010 : 20:41:30
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Citazione: E' il fondamento del concetto di Sunyata che è l'indicazione Buddhista della realtà ultima espressa in modo logico/verbale.
Esattamente. Io forse preferisco il termine Svabhavikakaya, sempre della tradizione Buddista (ma non so se di tutte le correnti: alcuni Buddisti non lo conoscono o lo intendono in modo diverso), e ovviamente è il Brahman supremo/nirguna del Vedanta (Wu-chi Taoista... Uno-Uno Platonico... Ain Soph Aur Qabbalistico... insomma, come sempre).
Citazione: quando si va in un luogo, è bene adattarsi a quel posto
Sicuramente, per questo prima guardo bene in giro: voglio adattarmi a quello che risulterà il più adatto a me. Chiaramente un luogo ideale come quello che ho descritto rimane ideale... |
Modificato da - Yume in data 08/02/2010 22:49:13 |
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faqir
Membro liv.#5
    

1807 Messaggi |
Inserito il - 09/02/2010 : 09:39:06
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Citazione: Messaggio inserito da Yume
Ti ringrazio, soprattutto perché incita (...) al viaggio interiore.
Eh si... come dice Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, descrizione del 'viaggio iniziatico': "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza"
(Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI, 119 – 120)
saluti |
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Shiva Shankar
Membro liv.#4
   

670 Messaggi |
Inserito il - 09/02/2010 : 11:47:13
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hai ragione, anche se alle volte non sappiamo cosa 'è più giusto per noi'. in cucina c'è sicuramente un piatto che non assaggeresti mai, perché pensi non adatto a te. poi un giorno lo provi e non puoi più farne a meno. io penso che alla liberazione non c'è più identificazione alcuna, nemmeno nella propria filosofia. non è un invito ad abbandonare la via vedica, che considero io stesso la migliore, ma all' apertura ricettiva. nuove cose possono arricchire di nuove esperienze, che diversamente non ci sarebbero. aggiungere i tasselli, per ricomporre il puzzle.
credo anche che i veda verranno riscritti in un linguaggio più consono all' uomo attuale.
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HaKuDò
Membro liv.#5
    
1311 Messaggi |
Inserito il - 13/02/2010 : 23:59:06
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Citazione: Messaggio inserito da Shiva Shankar
credo anche che i veda verranno riscritti in un linguaggio più consono all' uomo attuale.
Non credo sia necessario. E' sufficiente che chi oggi li spiega, sia in grado di farli capire a chi li ascolta
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Shiva Shankar
Membro liv.#4
   

670 Messaggi |
Inserito il - 15/02/2010 : 09:19:44
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i veda cambiano l' espressione dei concetti di era in era, per adattarsi ai cambiamenti della civiltà e restare relativamente accessibili. ciò che andava bene millenni di anni fa, oggi è antico.
essi costituiscono l' intera conoscenza, non solo filosofica, che deve essere superiore a qualsiasi altra fonte di conoscenza e deve affrontare tutti gli argomenti.
ad esempio la medicina. la medicina vedica si chiama ayurveda, ma al giorno d' oggi costituisce una conoscenza parziale. in molti campi, la medicina occidentale è decisamente superiore. questo è contrario al principio che il veda debba essere la conoscenza maggiore. perciò si adattano all' uomo, non il contrario. non è l' uomo che deve dimenticare che esiste ad esempio la micro-chirurgia, perché l' ayurveda non la contempla, ma l' ayurveda che deve costituire la massima conoscenza.
il processo di adattamento, che è già in atto, si completa in molti anni e generazioni, perché avviene in principio oralmente, da maestro a discepolo.
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Shiva Shankar
Membro liv.#4
   

670 Messaggi |
Inserito il - 16/02/2010 : 09:43:16
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i veda vanno preparati. per prepararli si ripetono, ripetendoli si affinano. non vi è libertà di espressione, perché restano confinati in uno schema, fatto di intelligenza e logica, che attrae la mente. la mente viene imprigionata da questo schema e si dice che è vinta, ma in realtà è soggiogata. solo se si riesce a trasferire il proprio sé dal cervello al cuore, tace la mente. sembra un controsenso, perché il veda affina la mente, che a sua volta è l' ostacolo più grande. |
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Discussione n. 9315  |
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