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shadbala
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Shadup

Regione: Lombardia


5840 Messaggi

Inserito il - 14/09/2008 : 11:20:18  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di shadbala  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di shadbala Invia a shadbala un Messaggio Privato
Riapro la discussione citando Dj e Yaso


DJ:
Citazione:
non strettamente parlando, ma comanda al suo luogotenente Arjura di andare in battaglia


Yaso:

Citazione:
semplicemente dice ad arjuna di fare il suo dovere pensando intensamente a Lui, ovvero Dio , mostrando molto chiaramente la sua istruzione come data in generale e a tutte le categorie di persone.. Un comandante darebbe direttive precise e un condottiero della cultura vedica non esiste che non combatta direttamente.. Oltre a questo Krishna affronta simili argomenti nella Uddhava Gita e in altre vicende nelle quali la guerra non c'entra. Quindi e' possibile fantasticare tutto.. ma di fatto Krishna non appare come riducibile ad un condottiero militare "divinizzato".. come sarebbe assurdo ridurre Maria Vergine al ruolo delle varie dee della fertilita' archetipe , solo perche' porta suo Figlio Gesu' in braccio come facevano tali dee con altri figli...


Chiedo a Yaso (e non solo ovviamente) di spiegare gentilmente questo passo:

VERSO 32
yadricchaya copapannam
svarga-dvaram apavritam
sukhinah ksatriyah partha
labhante yuddham idrisam


yadricchaya: per accordo spontaneo; ca: anche; upapannam: arrivato a; svarga: dei pianeti celesti; dvaram: porta; apavritam: spalancata; sukhinah: molto felici; ksatriyah: i membri dell’ordine reale; partha: o figlio di Pritha; labhante: raggiungono; yuddham: guerra; idrisam: così.

TRADUZIONE


O Partha, felici sono gli ksatriya cui l’opportunità di combattere si presenta naturalmente perché si aprono per loro le porte dei pianeti celesti.


SPIEGAZIONE


Arjuna ha affermato che combattere non gli porterà alcun beneficio, anzi lo farà precipitare all’inferno; ma Krishna, il maestro dell’intera creazione, condanna questi discorsi causati dall’ignoranza. Uno ksatriya che sul campo di battaglia sceglie la “non violenza” non può essere che uno sciocco. Nel Parasara smriti — i codici religiosi promulgati dal grande saggio Parasara, padre di Vyasadeva — troviamo queste affermazioni:

ksatriyo hi praja raksan sastra-panih pradandayam nirjitya para sainyadi kstim dharmena palayet

“Lo ksatriya ha il dovere di proteggere i cittadini da ogni difficoltà. E al fine di mantenere l’ordine e la legge, egli può in alcuni casi ricorrere alla violenza. Il suo dovere è quello di sconfiggere gli eserciti di re nemici per instaurare nel mondo un governo basato sui princìpi religiosi.”

Considerando ogni aspetto del problema, Arjuna non ha motivo di evitare il combattimento. Se vince il nemico avrà il regno, se muore nello scontro si apriranno per lui le porte dei pianeti celesti. Qualunque cosa accada, il combattimento volgerà in suo favore.


E ancora:

Yaso dice:

Citazione:
dj
quindi era facile mitizzare un grande condottiero di cultura e levatura decisamente superiore alla massa incolta e analfabeta
giustissimo.. tutto possibile.. ma, mi chiedo, se non conosci niente del personaggio religioso in questione, ti sei inventato che e' un condottiero senza averne alcun riscontro sui testi... come fai ad essere sicuro che sia andata cosi'?

E se invece Krishna fosse davvero Dio e tu stessi bestemmiando? Com'e' che io non mi sognerei nemmeno di sentenziare con tale semplicismo (e fa fede tutto cio' che ho scritto in questo forum) su Cristo, Buddha o Maometto.. e nemmeno sul fondatore del mormonismo, anzi, sono sempre propenso a, come minimo rispettare...?



Al capitolo 1 della Bhagavad, tra le varie spiegazioni che non riporto per intero perchè molto lunghe ma accessibili in ogni momento a chi volesse approfondire, vi è questo passo:

Il dialogo tra Dhritarastra e Sanjaya, come lo riporta il Mahabharata, costituisce la base di questa grande filosofia, che il Signore, venuto in persona sul nostro pianeta per guidare gli uomini, rivelò sul campo di battaglia di Kuruksetra (terra sacra, luogo di pellegrinaggio fin dai tempi immemorabili dell’età vedica).

capisco che prendere pezzi e bocconi non giova alla comprensione profonda dell'opera, ma visto che l'agomento verte più che altro su di un'ipotetica figura umana divinizzata, mi sembra corretto chiedere nuovamente spiegazioni agli esperti sul significato di questa affermazione che tra l'altro non mi sembra si discosti poi molto dalla figura del Cristo come noi la conosciamo.

Molto interessante inoltre, anche questo, leggetelo tutto.

http://www.maranatha.it/Bibbia/4-LibriProfetici/42-AbacucPage.htm

saluti




Modificato da - donjuan in Data 09/10/2008 21:14:46

donjuan
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1405


Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


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Inserito il - 15/09/2008 : 14:31:37  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di donjuan  Invia a donjuan un messaggio ICQ Invia a donjuan un Messaggio Privato
tutto il discorso che fai è estremamente interessante Shad e si riallaccia a quanto dicevo. Questo in particolare:

Citazione:
O Partha, felici sono gli ksatriya cui l’opportunità di combattere si presenta naturalmente perché si aprono per loro le porte dei pianeti celesti.


testimonia a mio avviso del culto guerriero insegnato da Krishna.

Aggiungo: girando in rete ho trovato anche quest'ulteriore interessante descrizione che affronta anche, seppure brevemente, il discorso storico di della figura di Krishna uomo poi divinizzato e realmente esistita.
http://www.vedanta.it/divinita/divino/visnu.htm

Modificato da - donjuan in data 15/09/2008 14:38:58
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yasodanandana
Membro liv.#5

littleynd

Città: eznerif


19798 Messaggi

Inserito il - 15/09/2008 : 23:48:02  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
shad

Chiedo a Yaso (e non solo ovviamente) di spiegare gentilmente questo passo
La bhagavad gita spiega che la spiritualita' non e' un'attivita' differente dal vivere la propria indole, ma consiste nel viverla in coscienza di Dio...

capisco che prendere pezzi e bocconi non giova alla comprensione profonda dell'opera
piu' che altro se stiamo parlando della figura di Krishna, bisognerebbe averne, per poi fare qualche parallelismo, una visione completa e compiuta..

significato di questa affermazione che tra l'altro non mi sembra si discosti poi molto dalla figura del Cristo come noi la conosciamo.
se Cristo e' definito come messia, figlio di dio, Dio che assume la natura umana per presentarsi nel mondo.. Krishna in questa affermazione e' il Signore venuto in Persona: "il Signore, venuto in persona sul nostro pianeta per guidare gli uomini"

quali erano i dubbi?

a me sembra tutto molto lineare..




http://www.maranatha.it/Bibbia/4-LibriProfetici/42-AbacucPage.htm

conoscevo.. perche' cio' ci riguarda?

ciao!!!


"Sapendo che Io sono il beneficiario Supremo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità, il Signore Supremo di tutti i pianeti e di tutti gli esseri celesti, l'amico e il benefattore di tutti gli esseri viventi, la persona pienamente cosciente di Me trova sollievo alle miserie materiali e ottiene la pace." (BG 5.29)

Modificato da - yasodanandana in data 16/09/2008 07:10:47
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Bhakta108
Membro liv.#3

OM



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Inserito il - 17/09/2008 : 15:25:14  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Bhakta108 Invia a Bhakta108 un Messaggio Privato
Citazione:
testimonia a mio avviso del culto guerriero insegnato da Krishna.
Questa tua affermazione testimonia solo che non hai capito il messaggio della Bhagavad Gita, poichè non è possibile concludere che Krishna insegni un culto guerriero. L’insegnamento di Krishna ad Arjuna non consiste nel portarlo a compiere il suo dovere secondo la sua natura, cosa che non devono fare solo i guerrieri ma le persone di ogni varna.

Verso 38, cap.II

sukha-duhkhe same kritva
labhalabhau jayajayau
tato yuddhaya yujyasva
naivam papam avapsyasi


Combatti per dovere, senza considerare gioia o dolore, perdita o guadagno, vittoria o sconfitta — così facendo non incorrerai mai nel peccato.

L’istruzione non è che tutti debbono fare i guerrieri, ma che Arjuna doveva fare il guerriero in quell’occasione perché era il suo dovere. Secondo il varnashrama-dharma, che comprende quattro ordini spirituali e quattro “colori” o categorie sociali, non esistono solo gli kshatrya o guerrieri-politici ma anche i brahmana (sacerdoti, intellettuali e insegnanti), i vaishya (commercianti) e i sudra (operai e artigiani).

Nel commento ai versi 1-3 del cap. XVI Srila Prabhupada spiega:
“Il varnasrama-dharma, il sistema sociale che divide la società in quattro classi, o varna, non attua questa divisione secondo il principio di eredità. Questi quattro gruppi sono determinati dalla formazione personale degli individui e hanno lo scopo di mantenere la pace e il benessere nella società. Le qualità elencate in questo verso sono dette trascendentali, perché sono destinate ad aumentare nell'uomo la comprensione spirituale che gli permetterà di liberarsi dal mondo materiale. Nel varnasrama-dharma, il sannyasi (colui che è nell'ordine di rinuncia) è considerato la testa o il maestro spirituale di tutti i varna e gli asrama. È vero che il brahmana svolge il ruolo di maestro spirituale per i componenti degli altri tre varna - ksatriya, vaisya e sudra - ma il sannyasi, in cima all'istituzione del varnasrama, è il maestro spirituale anche del brahmana.”
I seguenti versi della Gita descrivono meglio la questione:

catur-varnyam maya sristam
guna-karma-vibhagasah
tasya kartaram api mam
viddy akartaram avyayam


Io ho creato le quattro divisioni della società umana sulla base delle tre influenze della natura materiale e delle attività ad esse collegate; sappi però che sebbene Io sia il creatore di questo sistema, non agisco all'interno di esso perché sono immutabile.

brahmana-ksatriya-visam
sudranam ca parantapa
karmani pravibhaktani
svabhava-prabhavair gunaih


Brahmana, ksatriya, vaisya e sudra si distinguono per le qualità determinate dalla loro rispettiva natura sulla base delle influenze materiali, o vincitore dei nemici.

samo damas tapah saucam
ksantir arjavam eva ca
jnanam vijnanam astikyam
brahma-karma svabhava-jam


Tranquillità, controllo di sé, austerità, purezza, tolleranza, onestà, conoscenza, saggezza e religiosità sono le qualità naturali che caratterizzano le attività del brahmana.

sauryam tejo dhritir daksyam
yuddhe capy apalayanam
danam isvara-bhavas ca
ksatram karma svabhava-jam


Eroismo, potenza, determinazione, ingegnosità, coraggio in battaglia, generosità e abilità direttiva sono le qualità naturali che emergono nelle attività dello ksatriya.

krisi-go-raksya-vanijyam
vaisya-karma svabhava-jam
paricaryatmakam karma
sudrasyapi svabhava-jam


La coltivazione della terra, la protezione della mucca e il commercio sono le attività naturali del vaisya, mentre il dovere del sudra consiste nel servire gli altri col suo lavoro.

sve sve karmany abhiratah
samsiddhim labhate narah
sva-karma-niratah siddhim
yatha vindati tac chrinu


Seguendo nel lavoro le proprie tendenze naturali, ogni uomo può diventare perfetto.

In quest'ultimo verso Krishna non dice che tutti debbono diventare guerrieri, ma che ognuno deve seguire le proprie tendenze naturali e fare il lavoro verso cui è portato. Prosegue:

Ascolta ora come si giunge a questo.

yatah pravrittir bhutanam
yena sarvam idam tatam
sva-karmana tam abhyarcya
siddhim vindati manavah


Se adora il Signore, che è la fonte di tutti gli esseri ed è onnipresente, l'uomo può raggiungere la perfezione compiendo l'attività congeniale alla propria natura.

Si parla di "natura", dov'è che si parla di un principio di ereditarietà?

sreyan sva-dharmo vigunah
para-dharmat sv-anusthitat
svabhava-niyatam karma
kurvan napnoti kilbisam


È meglio impegnarsi nella propria occupazione, anche compiendola in modo imperfetto, che accettare l'occupazione di un'altra persona e compierla perfettamente. Eseguendo i doveri prescritti secondo la propria natura non s'incorre mai nel peccato.

Le parole che Krishna rivolge ad Arjuna sono rivolte a un guerriero perché Arjuna era tale, ma non si può dire nè che la Bhagavad Gita dia solo insegnamenti rivolti agli kshatrya, nè che si parli di caste a cui aderire per nascita come si è fatto in India arbitrariamente negli ultimi secoli.

Srila Prabhupada elimina ogni dubbio con le seguenti parole:
“La Bhagavad-gita prescrive per ognuno determinati doveri. I versi precedenti spiegavano che i doveri del brahmana, dello ksatriya, del vaisya e del sudra sono determinati dalle influenze che la natura materiale esercita su ciascuno di loro. Nessuno deve imitare il dovere di un altro. Un uomo che, per natura, è attratto dal tipo di lavoro del sudra non deve artificialmente pretendere di essere un brahmana, anche se è nato da una famiglia di brahmana. Ognuno deve compiere il lavoro corrispondente alla sua propria natura; nessun'attività è abominevole se è compiuta al servizio del Signore Supremo. Si può essere attratti dal dovere del brahmana, che è nella virtù, ma se per natura non si è situati nella virtù, non bisogna imitare il brahmana nelle sue attività. Lo ksatriya, il governante, deve compiere molte azioni considerate detestabili: deve usare la violenza per uccidere i nemici e talvolta deve anche mentire per ragioni diplomatiche. Questa violenza e questa duplicità fanno parte della politica, ma ciò nonostante lo ksatriya non è tenuto a lasciare queste attività per tentare di adempiere le funzioni del brahmana.”

E’ dunque evidente che l’insegnamento della Bhagavad Gita non è univocamente teso a rendere tutti guerrieri, ma a spingere ognuno a fare il suo dovere, secondo le sue qualità. L’uccisione di una vita umana è considerata peccato, ma un poliziotto, pure al giorno d’oggi, sarebbe un pazzo se vedendo un aggressore verso una vecchietta desiderasse applicare verso di lui un principio di non-violenza. La violenza purtroppo necessaria per difendere i deboli, o per allontanare dei prepotenti che cercano di appropriarsi indebitamente di qualcosa. Anche nella Bibbia esistono episodi in cui Dio applica violenza per una giusta causa, come quando affogò gli Egizi nel Mar Rosso per salvare gli Ebrei.

Tornando alla Bhagavad Gita, bisogna considerare che si tratta di un solo capitolo del Mahabharata nella cui storia è evidente come i Pandava e Krishna avessero tentato in tutti i modi di evitare la battaglia di Kurukshetra. Ma la guerra non si potè evitare a causa della prepotenza di Duryodhana. A quel punto, una volta sul campo di battaglia, non aveva senso per Arjuna ritirarsi e fare a meno di compiere il suo dovere solo perchè tra i nemici c’erano suoi parenti ed amici. Sarebbe come se al giorno d’oggi un poliziotto o comunque un militare non applicasse la giustizia verso una persona che compie un atto vietato dalla legge solo perchè è suo parente.

Nel commento al verso 20 del cap.III Srila Prabhupada afferma:
”Si tentò di tutto per evitare la battaglia di Kuruksetra; anche la Persona Suprema intervenne per impedirla, ma il campo avverso era così deciso che la guerra fu inevitabile”.

Non solo, come si è visto il dialogo con Arjuna è solo un pretesto per dare insegnamenti addirittura al di là del varnashrama-dharma, visto che a un certo livello tale sistema può essere trasceso. Il dharma eterno posto in primo piano è il sanatana-dharma o dharma eterno dell’anima, quello del varnashrama è provvisorio e visto come mezzo per raggiungere il fine richiesto dal verso sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja aham tvam sarva-papebhyo moksaysiyami ma sucah,ovvero “lascia ogni forma di dharma e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato, non temere”. Infatti l’insegnamento finale di Krishna è questo, l’abbandono completo a Dio; il messaggio della Bhagavad Gita non può essere considerato univoco perché comprende diversi livelli di insegnamento. Si passa dall’analisi dei diversi tipi di yoga e dei differenti livelli di realizzazione, i metodi religiosi, la conoscenza del Brahman, la conoscenza dell'Anima Suprema, la conoscenza dei differenti varna e asrama (specialmente quello del sannyasa), la conoscenza del distacco, del controllo della mente e dei sensi, della meditazione, ecc. ecc.

Citazione:
Aggiungo: girando in rete ho trovato anche quest'ulteriore interessante descrizione che affronta anche, seppure brevemente, il discorso storico di della figura di Krishna uomo poi divinizzato e realmente esistita.
http://www.vedanta.it/divinita/divino/visnu.htm

Ecco il problema, l’affidarsi alle spiegazioni trovate in siti internet di dubbia provenienza, con articoli (come quello del link segnalato) di cui non si conosce nemmeno l’autore. Non c’è niente di più errato del pensare che qualsiasi notizia presente in internet debba essere affidabile ed autorevole. Il sito in questione è oltretutto di scuola advaita-vedanta, ovvero seguaci di Shankaracharya che notoriamente sono impersonalisti e quindi non possono essere considerati autorevoli sull’argomento quanto i Vaishnava. Se io voglio conoscere davvero Gesù debbo farlo basandomi sulle scuole cristiane, non su quelle musulmane. Allo stesso modo, se voglio conoscere Krishna o Vishnu, debbo farlo basandomi sulle indicazioni delle quattro sampradaye Vaishnava riconosciute come autentiche e non su quelle impersonaliste. Tutto dipende da ciò che io desidero sapere, poiché se desidero informazioni tese a screditare qualcuno le troverò senz’altro (anche su Gesù). Quindi bisogna vedere cosa uno vuole sentirsi dire.

In tutta la discussione tu non hai citato nemmeno un sito di una scuola Vaishnava, ma solo siti di oppositori: questa è la conferma di una tua opinione preconcetta tesa a screditare anzichè di un serio tentativo di comprendere. Quella che manca è l’obbiettività dello studioso serio ed aperto a qualunque verità. Se uno è aperto alla verità qualunque essa sia può essere considerato un vero ricercatore, se uno è invece aperto solo alle proprie verità vedrà solo quelle. In tal caso, anche il mio sforzo nel citare versi e dare spiegazioni sarà da considerarsi vano.

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faqir
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Inserito il - 17/09/2008 : 16:42:03  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di faqir Invia a faqir un Messaggio Privato
Per Bakta
hai scritto: Se io voglio conoscere davvero Gesù debbo farlo basandomi sulle scuole cristiane, non su quelle musulmane.


Caro Bakta,
queste sono solo 'tue' deduzioni personali.
Altri potrebbero pensarla diversamente.

saluti
faqir
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yasodanandana
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littleynd

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Inserito il - 17/09/2008 : 16:54:54  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
nel fatto in se la penso diversamente da bhakta pure io... Cristo non e' esclusiva di coloro che usano il suo nome come denominazione della loro religione.. pero' il senso di cio' che dice bhakta e' ben comprensibile ed e', a mio parere, cio' che conta del discorso...
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donjuan
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Inserito il - 17/09/2008 : 17:44:40  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di donjuan  Invia a donjuan un messaggio ICQ Invia a donjuan un Messaggio Privato
francamente se parliamo di storia non c'entra una mazza la fede di appartenenza. Io ho studiato storia e dato esami universitari al riguardo, ho studiato anche storia del Cristianesimo e tutt'ora la studio e leggo autori Cattolici, Protestanti, Mormoni, Musulmani, Ebrei, Atei e/o cmq d'impostazione laica ecc. ecc. non c'è differenza alcuna fra loro quando si parla di scienze storiche e lo si fa con i canoni delle SCIENZE storiche. Cosa che fa quel sito che ho linkato almeno per quelle cose di cui discutevo. Ovviamente tanto io che credo anche loro, si rimanda a testi di storici al riguardo, ma sin'ora non ho trovato nulla di così diverso da quanto ho detto e ipotizzato.

Io capisco prima di tutto che sui Veda esistono tante campane diverse forse anche molto più che nel Cristianesimo e secondo che l'approccio puramente storico-religioso dà fastidio a certe correnti induiste non meno che a quelle Cristiane e quant'altro più fondamentaliste..........

Citazione:
Il sito in questione è oltretutto di scuola advaita-vedanta, ovvero seguaci di Shankaracharya che notoriamente sono impersonalisti e quindi non possono essere considerati autorevoli sull’argomento quanto i Vaishnava.

e allora ? Prima di tutto potresti anche spiegare perchè secondo te non va bene, ma ad ogni modo come detto non significa nulla, è come se io volessi buttare nel cesso tutti i miei testi di storia e archeologia del cristianesimo solo perchè non sono di autori mormoni !!! Ma dico siamo impazziti ?!?

A me quando parlo di SCIENZE Storiche m'interessa cosa uno ha da dire e come lo dice, non chi è.

Hai citato dei bei versi e te ne dò atto e mi riservo di fare qualche commento in futuro su qualcosa di cui possiamo discutere, ma per il resto lascia perdere...

Ciao
DJ
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yasodanandana
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littleynd

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Inserito il - 17/09/2008 : 18:15:14  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
non c'è differenza alcuna fra loro quando si parla di scienze storiche e lo si fa con i canoni delle SCIENZE storiche
benissimo.. ma fatto sta che chiunque sia a farlo, la disamina storica non dice l'ultima parola in fatto di spiritualita'. L'ultima parola la dice la devozione e la pratica spirituale...

Io capisco prima di tutto che sui Veda esistono tante campane diverse
si.. ma cio' che abbiamo dibattuto ha a che vedere con la semplice lettera di un testo. Uno puo' dire che a Cristo non ci crede e che e' un personaggio fittizio.. ma non che sul vangelo c'e' scritto che e' nato a Firenze.

secondo che l'approccio puramente storico-religioso dà fastidio a certe correnti induiste non meno che a quelle Cristiane
piu' che fastidioso non e' rilevante per chi e' dentro alla faccenda e la pratica.

Prima di tutto potresti anche spiegare perchè secondo te non va bene
te lo dico io..
perche' e' il sito di gente che e' "interessata" a considerare krishna in quel modo.
Il loro approccio ai veda e' fortemente interpretativo e interessato a ricavarne un'idea panteista, quindi piu' screditano il Dio "persona" (da cristo a krishna, da allah a buddha) e meglio gli funziona.
Tu non lo sai e pensi che si tratti di gente sobria e imparziale...



Hai citato dei bei versi e te ne dò atto
fondamentale sarebbe che tu, invece di essere ossequioso verso studiosi o pseudostudiosi che dovrebbero fornirti convinzioni.. le convinzioni te le facessi da solo.
Hai cominciato tutta 'sta storia per dimostrare che le caste o i conflitti razziali sono generati dai veda... ora sei di fronte all'evidenza per la quale cio' non e' vero.. e bastava dedicare un'oretta a leggere la Gita direttamente

Modificato da - yasodanandana in data 17/09/2008 19:23:45
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donjuan
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Inserito il - 17/09/2008 : 19:39:49  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di donjuan  Invia a donjuan un messaggio ICQ Invia a donjuan un Messaggio Privato
francamente non ne sono affatto convinto del resto le caste cmq vengono fuori dai Veda. Io non volevo accusare direttamente i Veda, ma semplicemente portare il discorso sullo stesso piano della critica al Cristianesimo.

Sulla spiritualità sono d'accordissimo infatti ho detto che la fede è altra cosa dalla storia.

Riguardo la lettura di un testo non è come dici te, puoi vedere da solo nel link fornito come altri induisti vedono lo stesso testo in modo diverso.

Mah per chi alimenta la retorica quando non sfocia in violenza anti-Cristiana non direi che non dia fastidio... detto questo cmq sei libero di fregartene della critica storica come altri invece di tenerla bene a mente !

Citazione:
Tu non lo sai e pensi che si tratti di gente sobria e imparziale...

potrei dire la stessa cosa di voi che avete interesse a risaltare e interpretare la cosa come Dio persona perchè così vi trovate meglio... è solo questione di fede


Io me ne tengo fuori mi affido alla critica storica, noto che anche loro lo fanno.
Personalmente penso che semplicemente si ritrovano con la critica storica e per questo ne parlano.
Il mio voleva anche essere un esempio per far capire che non me le sono inventate certe cose e che l'accusa che non conosco i Veda è campata in aria e sparata a casaccio visto che altri che conoscono benissimo i Veda interpretano la cosa diversamente ossia sulla scia del mio discorso e per giunta trovando riscontro nella critica storica.

Mi fa piacere aver raggiunto questi risultati, poi ognuno si senta libero/a di credere e adorare il Dio che vuole come e dove vuole. Non entro in questi meriti nè pretende di farlo la critica storica.

Cmq grazie per la spiegazione, quantomeno dimostri di sapere di cosa parli anche se posso dubitare delle tue interpretazioni specialmente quando si parla di storia

Ciao
DJ


Modificato da - donjuan in data 17/09/2008 19:45:05
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yasodanandana
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littleynd

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Inserito il - 17/09/2008 : 21:31:47  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato

potrei dire la stessa cosa di voi
Se leggi capisci chi e' che si attiene a cio' che e' scritto (i teisti).. e chi invece interpreta forzando il significato (i panteisti..).. ...
Ma se non leggi cosa accipicchia vuoi dire?
Non hai mai portato un argomento basato su un tuo esame diretto della faccenda, ma solo sul riportare pareri per te autorevoli.. beh.. non sei mica uno che ha bisogno della baby sitter.. puoi fare i tuoi passi da solo..



Il mio voleva anche essere un esempio per far capire che non me le sono inventate certe cose
se tu avessi alle spalle una vera competenza, useresti quella, non il sentito dire..
Io e bhakta per esempio non ne abbiamo bisogno.. citiamo i testi. Tu no.. quindi siccome l'argomento sono i testi e non altro, come si fa, con tutta la buona volonta', a darti retta?


Cmq grazie per la spiegazione, quantomeno dimostri di sapere di cosa parli
ancora cadi nella stessa problematica..

Tu DEVI verificare se dico cose giuste sulle scritture dalla lettura diretta delle scritture.. non dal fatto che ti ho detto una cosa con tono perentorio e, in apparenza, erudito..

liberati da questa tendenza.. la fede cieca e' un problema...

impara a farti una competenza dall'esame diretto delle cose che sono oggetto della stessa...


Modificato da - yasodanandana in data 17/09/2008 21:39:47
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faqir
Membro liv.#5

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Inserito il - 18/09/2008 : 09:58:15  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di faqir Invia a faqir un Messaggio Privato
Uscendo dalla Storia e rimamendo nei Prinpici Dottrinali e metafisici, mi sono ricordato che sull'argomento "caste" avevo salvato questo post preso in internet che spiega, a mio modesto avviso, in modo semplice, chiaro e dottrinale ciò che viene chiamato 'erroneamente' - caste - ma che nella Dottrina Vedica antica ha significati universali e principiali, cioè che hanno a che fare con la Realizzazione Spirituale degli esseri, e penso che vale la pena di essere letto.

saluti
faqir

La divisione della Società Vedica.

Per la società vedica esiste un unico eterno principio, un'unica legge globale, il sanatana-dharma: il dharma eterno. Ogni ordinamento sociale e religioso e ogni individuo, devono sottostare a questo principio di base. La realizzazione economica ( artha ), il matrimonio e la vita sessuale ( kama ) ed infine la liberazione ( moksha ) dal ciclo di nascite e morti ( samsara ) fanno parte della vita di ogni individuo e il tutto è regolato dal Dharma.

Ricordiamo che la società vedica è apparentemente politeista, ma invece professa un profondo e ampio concetto di teismo definito akantika-dharma. Dove il Divino pur manifestandoSi in molteplici forme, rimane il Principio unico e originario da Cui tutto promana.
Il sistema sociale vedico è basato dunque su un sistema scientifico altamente organizzato ( viajnanavarnashrama-dharma ). Perseguendo i propri doveri nell'ambito del dharma , che tutto regola e sostiene, l'individuo realizza gli scopi prefissi, vive felicemente in armonia con l'ordine cosmico e infine raggiunge il bene ultimo .
La divisione della società non è arbitraria ma è determinata da influenze naturali ( guna-karman ), utili ad inserire al meglio un individuo all'interno della società permettendogli di progredire esprimendo sempre al meglio le sue potenzialità.
A questo scopo abbiamo i quattro varna (comparti sociali) e i quattro ashrama (stadi di vita).

Il primo dei quattro varna è brahmana . Rappresentano simbilicamente la testa del corpo sociale. Essi conducono un esistenza semplice e pia, sdegnando i profitti materiali e adempiendo con devozione i doveri del loro varna. Essi servono da maestri di villaggio, oppure insegnano nelle università, o in qualche eremo nella foresta; li, sotto umili capanne di bambù, si consacrano ai loro doveri religiosi, alla meditazione e all'insegnamento, godendo in tutta semplicità gli incanti e le austerità di una vita frugale ma poetica, nella familiarità con gli animali selvaggi, che la loro dolcezza ammansisce .

Il secondo è composto dagli Kshatrya (re, militari, poitici, amministratori) simbolicamente sono le braccia. Nell'epoca vedica era composta sostanzialmente dal re e dalla sua famiglia, per discendenza ma anche per valore acquisito. Gli Kshatrya imparavano l'arte della guerra e la scienza vedica e amministrativa, nonché dovevano sottostare ad un ferreo codice morale di antica cavalleria, sia sul campo di battaglia che nell'amministrazione del regno. Non era raro infatti che un re indegno fosse detronizzato dall'assemblea sacerdotale.

Il terzo è composto dai Vaisya (artigiani, agricoltori, commercianti). Erano lo stomaco della società. Considerati anche uomini liberi ricevevano anch'essi l'insegnamento vedico e producevano le materie prime utili alla società.

Il quarto varna sono i Sudra (operai, lavoratori dipendenti) sono le gambe della società. Non ricevono direttamente istruzione vedica, ma sono mantenuti con un lavoro dipendente dalle altre classi sociali. Costituiscono l'intera massa civile.

Ognuna delle classi sociali, come detto all'inizio, non è arbitraria ma soggetta a determinate influenze ( guna ) e dalle reazioni o grado di evoluzione dalle vite precedenti ( karma ). Ogni classe sociale, sopra menzionata, era propedeutica alla liberazione dell'anima come bene ultimo comune in tutte e quattro le classi sociali tenendo conto delle peculiari esigenze esistenziali di tutti gli esseri viventi, per tanto come in un unico corpo simbolico, tutti i membri della società lavoravano in armonia consciamente o inconsciamente per lo stesso fine.

Per tanto eseguendo semplicemente il proprio dovere ( dharma ) all'interno del proprio varna era possibile, dopo la morte e con la conseguente rinascita, migliorare la propria vita sociale nel varna superiore in una sorta di evoluzione spirituale.

A questo proposito nelle prime tre classi era impartita l'istruzione della scienza vedica e a questo scopo la vita dell'individuo era suddivisa in altrettanti quattro scomparti detti ashram.
Il primo stadio è definito Brahmacarya. Esso è costituito dai giovani studenti che dopo il compimento del quinto anno di età vengono affidati alle cure del maestro spirituale, di solito un brahmana. Essi vivono in casa con esso e lo serviranno e lo tratteranno come loro padre in cambio riceveranno l'istruzione vedica affine alla loro posizione sociale. Se saranno di famiglia brahminica riceveranno espressamente un istruzione filosofica, se kshatrya un'istruzione sulla scienza marziale e amministrativa se vaisya sarà indicata quelle commerciale o artigianale.
Compiuti i venticinque anni di età circa lasceranno la casa del Guru prenderanno moglie e così entreranno nel secondo stadio chiamato: gr(i)astha. In questo stadio vivranno la loro vita sociale e adempiranno ai loro doveri famigliari e spirituali legati al loro varna.
Quando i figli saranno adulti e non avranno più necessità di mantenimento da parte dei genitori, a questo punto si entra nella terza fase detta: vanaprastha . I coniugi si ritireranno in solitudine cercando di vivere il distacco dalla vita sociale e mondana.
Sviluppato questo distacco, la moglie tornerà a casa dei figli che la accudiranno, indosserà un abito bianco e da quel momento si considererà vedova. Il marito entrerà nell'ordine di Sannyasa (rinuncia) si allontanerà completamente dal mondo e vivrà da asceta per dedicarsi completamente alla realizzazione spirituale.

Chiudo l'argomento facendo una precisazione.
Nel corso degli ultimi millenni questa suddivisione sociale è stata ideologicamente adulterata in gran parte da coloro che si ritenevano depositari della Tradizione cioè gli smarta brahmana (bramini di casta). Essi consideravano la loro posizione sociale un puro ed esclusivo diritto di nascita al fine di procurarsi e mantenere privilegi tra i quali il monopolio del rituale religioso, ciò non ha fatto altro che degenerare l'intero sistema sociale tale da indurlo ad iniquo strumento di oppressione delle classi più deboli.

Per questo motivo i primi studiosi europei a partire dal XV sec. scambiarono erroneamente quel sistema sociale nel modello originario di matrice divina del varanashrama-dharma divulgandolo in occidente con il nome di “sistema delle caste”.

Fonti:
Bhagavad-gita Così com'è - BS Prabhupata ed BBT
La vita quotidiana dell'India antica – Jannine Auboyer – Est –

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=321759


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yasodanandana
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Inserito il - 18/09/2008 : 10:36:44  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
Ognuna delle classi sociali, come detto all'inizio, non � arbitraria ma soggetta a determinate influenze ( guna ) e dalle reazioni o grado di evoluzione dalle vite precedenti ( karma )
molto semplicemente non si tratta di obbligare qualcuno a far parte di una certa classe sociale, ma si tratta del fatto che, in una societa' equilibrata, tali categorie sociali sono tutte presenti, e presenti in modo proporzionato... altrimenti collassa, come hanno fatto le societa' comuniste che tagliavano via, per esempio, la categoria dei "vaisya" ovvero la libera iniziativa economica su base individuale.. e i "brahmana" ovvero la categoria degli spiritualisti

la dimostrazione per la quale la cultura vedica non inchioda la gente nelle classi sociali di nascita siamo io, Bhakta e .. per esempio... Prabhupada..

io e bhakta, per esempio, per il sostenitore delle caste, per il fanatico, siamo fuoricasta perche' occidentali.. per la cultura vedica, accettata l'iniziazione da un maestro autentico, ma anche solo per il fatto di vivere come molto importante il fatto spirituale, siamo spiritualisti e quindi brahmana..

Prabhupada.. uno dei piu' grandi maestri vedici della storia.. come provenienza sociale era "vaisya", ovvero, commerciante.. eppure e' diventato un maestro "brahmana" importantissimo e insegnante iniziatore di molti che erano brahmana di nascita

grazie faqir

Modificato da - yasodanandana in data 18/09/2008 11:25:40
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donjuan
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Citazione:
Tu DEVI verificare se dico cose giuste sulle scritture dalla lettura diretta delle scritture.. non dal fatto che ti ho detto una cosa con tono perentorio e, in apparenza, erudito..



yaso ma cosa caspita vuoi che me ne possa fregare di meno di fidarmi ciecamente di te o di qualche altra cosa su un forum del catso piuttosto che leggere un libro !! E piantatela siete assurdi quando vi attaccate a ste cose, porka vacca uscite e prendete un pò di sole. Ma che caspita tutti a polemizzare e farvi trastullazioni mentali. Porka vacca stiamo facendo 4 chiacchere, mica un trattato storico sui Veda...

Io ho le miei motivazioni e argomentazioni te le ho date e sono pure di induisti anche se ti danno fastidio perchè sono un altra parrocchia. Discuti di questo, no troppo scomodo e te ne esci con altre cose. ma te lo ripeto: potrebbe anche essere che tu forzi la visione del Dio personale perchè ti fa più comodo e ti trovi meglio quando la logica e la critica storica suggerisce altro.

Piantala di esprimere giudizi a casaccio come fate te e l'altra cima di Bhakta e fate i sapientoni del nulla perchè "vedici". Ho letto e commentato testi con la critica storia, ho citato studi di INDUISTI non cretini, ho citato la critica storia.
E' quindi solo questione di fede in cosa credere. Se parliamo di storia e scienze storiche invece è diverso.

Fine end, basta esprimere giudizi personali a casaccio e campati per aria. Non sei d'accordo ? Ho capito, ma evita di denigrare il tuo interlocutore solo perchè sei a corto di argomentazioni.

Evita di rispondere però se devi polemizzare. Discuti sugli argomenti trattati se sei in grado e basta.

Io pure mi sono fatto esami universitari ma non sto sempre a ribadire sta cosa, a volte lo cito come fonte, ma è fine a se stesso se non porto argomentazioni ossia critica storica.

Te ti riempi la bocca come bhakta and co. con "io ho letto I veda e tu se in cretino che non capisce nulla". Questa è dialettica degna dell'asilo oltre che d'incapacità di dialogo e mancanza di argomenti.


Detto questo sulle classi sociali è una gran catsata a mio avviso quello che insegnano i Veda ok ? Posso essere libero di esprimere il mio pensiero ? Tant'è vero che svariati Induisti e storici induisti la giudicano così nefasta come già citato nei link precedenti, peggio dello schiavismo romano e la caccia alle streghe dell'europa medioevale, a tal punto da non poter far altro che ritenere il tutto un interpolazione. Io la penso diversamente che non posse altro che un codice statista per il governo di una nazione e il controllo della popolazione. Del resto è lampante la cosa.

E lo è e negativa e sistema di controllo primo perchè ha generato praticamente da subito il sistema delle caste così come lo conosciamo oggi e secondo perchè nella storia tale sistema simile a molti altri serviva solo a giustificare tramite la religione il controllo delle masse e il predominio politico sulle classi servili e inferiori.

Se lo vuoi capire bene, altrimenti pace. Ma possiamo fare un discorso simile anche con la Bibbia e la classe sacerdotale post esilica che cacciava fuori argomentazioni simili.... così come in altri stati e per altre religioni già citate come Sargon di Akkad, Assiri. Babilonesi, Egizi ( che cmq mostrano la più avanzata civiltà sociale ma divinizzano anche loro uomini-dei).
Avere una mente aperta significa occuparsi anche di queste cose e studiare anche punti di vista diversi e guardare la cosa da una prospettiva più ampia della lunghezza del proprio naso o dovrei dire più ampia della lunghezza del proprio Yaso..........

Krishna non era un semplice guerriero, ma un grande guerriero, un conquistatore, un leader e il dominatore di un nuovo impero, del resto se ne parla anche nei Veda stessi basta leggerli................... difatti l'induismo in genere non nega ste cose ma giustifica il fatto vedendolo come avatar di un Dio, alias è un uomo divinizzato come avviene nella storia di altre nazioni e religioni....... ergo quindi ha bisogno di organizzare lo stato che ha creato e per controllare le popolazione s'inventa le caste di modo che nessuno possa aspirare a qualcosa di diverso.

Krishna risolve il problema della rivolta e sollevazione delle classi inferiori che da secoli tocca tutti gl'imperi e regni della storia, alla radice e insegna che loro devono fare solo quello basta. Vuoi fà qualche altra cosa ? Non puoi, ma che sei matto ?
È meglio impegnarsi nella propria occupazione, anche compiendola in modo imperfetto, che accettare l'occupazione di un'altra persona e compierla perfettamente. Eseguendo i doveri prescritti secondo la propria natura non s'incorre mai nel peccato


No devi fare solo quello che ti è stato assegnato. Poi nella prossima vita farai altro...... scusami ma è una bella furbata per non dire parac..... o fregatura a seconda dei punti di vista

Almeno i legionari Romani aspiravano e spesso ci riuscivano, a conquistare pezzi di terra in virtù del servizio militare e divenire latifondisti.........



Ciao
DJ


Modificato da - donjuan in data 18/09/2008 14:13:15
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yasodanandana
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littleynd

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Inserito il - 18/09/2008 : 12:05:04  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
Porka vacca stiamo facendo 4 chiacchere

no bello...


tu sei partito in quarta, senza alcun tentativo di farti una seppur minima competenza, accusando una cultura spirituale millenaria e un popolo di essere radicalmente razzisti e violenti...

ora.. siccome l'operazione non ti e' riuscita, stai tentando di predicare, con la stessa competenza, che un miliardo di persone al posto di Dio Padre adora Gengis Khan..

e va bene anche cosi'... ma questo non e' fare quattro chiacchiere.. questa e' rivalita' religiosa, fanatismo, aggressione..

quindi se ti si risponde in modo schietto e deciso, anche se educato e corretto, non prendertene a male.. e chiama te stesso "polemico"..

Polemos in greco vuol dire guerra...

uno che parte da una fede esclusivista, che senza competenza va giu' pesante di giudizi su un'altra religione, quali altri intenti gli si possono riconoscere se non la guerra di religione?


Detto questo sulle classi sociali � una gran catsata a mio avviso quello che insegnano i Veda ok ?
ogni professione, anche la piu' distante dalla tradizione vedica o antica non puo' non essere ricondotta a tali quattro macrodivisioni (accetto sfide ).
E la storia ci insegna che quando tali "macroclassi" non sono state tutte presenti in una societa' e in modo equilibrato, la societa' e' collassata.
QUindi grazie ai veda che 'ste cose ce le spiegano.. per esempio se i comunisti conoscevano i veda e rispettavano il loro concetto di societa' equilibrata (che poi e' la societa' moderna, libera e ricca di varieta' sociali interattive), ci risparmiavano il flagello delle loro societa' mono o bi-classe.







Modificato da - yasodanandana in data 18/09/2008 12:19:44
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donjuan
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Inserito il - 18/09/2008 : 12:10:14  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di donjuan  Invia a donjuan un messaggio ICQ Invia a donjuan un Messaggio Privato
ancora scadi in giudizi personali campati in aria e sparati a casaccio ai 4 venti ma hai tralasciato le mie osservazioni più importanti sulla rigidità del sistema della caste insegnato da Krishna e scritto nei Veda e criticato anche da Induisti non cretini, rileggile se hai un minimo di onestà intellettuale. Ti saluto Yaso non ho tempo da perdere.

Chi è invece realmente interessato lo rimando a riflettere su quanto detto e linkato sin qui.

Ciao
DJ

Modificato da - donjuan in data 18/09/2008 12:14:29
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Bhakta108
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Inserito il - 18/09/2008 : 15:57:25  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Bhakta108 Invia a Bhakta108 un Messaggio Privato
Faquir

Citazione:
hai scritto: Se io voglio conoscere davvero Gesù debbo farlo basandomi sulle scuole cristiane, non su quelle musulmane.

Caro Bakta,
queste sono solo 'tue' deduzioni personali.
Altri potrebbero pensarla diversamente.
Infatti non pretendo di imporre la mia opinione agli altri. A me pare logico che se uno volesse conoscere e comprendere il messaggio di Maometto dovrebbe farlo rivolgendosi ai musulmani anziché ai sikh o ai jainisti, e non mi pare un‘opinione irragionevole.

Don Juan
Citazione:
francamente se parliamo di storia non c'entra una mazza la fede di appartenenza.
Tu non ti sei limitato a parlare di storia, ma hai affermato che le scritture vediche contengono princìpi di violenza e discriminazione sociale, poi sei passato a mettere in dubbio la loro datazione, sino a screditare la figura di Krishna dicendo che era un guerriero divinizzato. I limiti tra analisi storica e possibile offesa verso la fede altrui è molto labile e bisogna avere rispetto degli altri e delle altrui religioni. Le stesse tue accuse verso Krishna vengono rivolte da alcuni verso Gesù, vedi Calcioli e altri, che però tu non esiti a definire "fantastoria" nel momento in cui colpisce ciò che per te è oggetto di fede; quando si tratta invece della fantastoria tesa a screditare Krishna spacciata da pseudo-esperti te ne fai promotore spacciandola per storia autentica.. Non mi sembra un buon esempio di obbiettività e onestà intellettuale, il tuo stesso atteggiamento è la dimostrazione pratica ed evidente che la fede di appartenenza c’entra e influenza largamente il punto di vista di chi analizza la questione.

Citazione:
ancora scadi in giudizi personali campati in aria e sparati a casaccio ai 4 venti
Tu no? Questi cosa sono:

"Te ti riempi la bocca come bhakta and co. con "io ho letto I veda e tu se in cretino che non capisce nulla". Questa è dialettica degna dell'asilo oltre che d'incapacità di dialogo e mancanza di argomenti."

Dopo avere avuto la pazienza di tollerare i tuoi insulti e avere citato versi dalle Scritture in modo pacato e rispettoso hai pure il coraggio di dire che la mia era mancanza di argomenti e incapacità di dialogo (solo perchè non sei stato in grado di controbattere filosoficamente)? Questo non è un giudizio personale campato in aria?

Don Juan.. non stai dando un bell'esempio di te stesso in questo thread...

Qualunque persona intelligente ha capito che nei Veda non c'è traccia di ciò che vuoi metterci tu e qualche altro "esperto da sito internet", tranne te che non ti arrendi nemmeno di fronte all'evidenza...

E meno male che la fede di appartenenza non c'entrava nulla..

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donjuan
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Inserito il - 18/09/2008 : 16:59:59  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di donjuan  Invia a donjuan un messaggio ICQ Invia a donjuan un Messaggio Privato
C.V.D. Bhakta. la fede non c'entra nulla.
Gente come il Cascioli s'inventa la storia e non lo dico solo io lo dicono la maggioranza degli storici, mi avessi parlato della mitraizzazione del Cristianesimo o del Vangelo di Tommaso ecc. Fortuna che ho detto che applico lo stesso metro anche alla Bibbia e ho sempre citato e lodato Mario Liverani noto professore Cattolicissimo ( sarcamso Liverani non frequenta alcuna religione, non so se sia strettamente ateo ma direi ch'è pure o quasi filo comunista. Rimane cmq un grande storico. Del resto pure il De Felice lo fu ed era comunista, non c'entra quindi la fede politica, religiosa o quant'altro, c'entra la propria capacità e onestà intelletuale di fare critica storica secondo il metro delle scienze storiche ).
Ma poi mi avessi parlato di Elaine Pagels, Ehrman, Karen King ecc.
Io non ho problemi ad applicare gli stessi metodi della critica storica a Gesù Cristo e i Vangeli, sono altri che hanno questi problemi. Chi mi segue, chi ha letto le mie discussioni in merito può capirlo benissimo da se stesso.

La verità è che non hai argomentazioni storiche sufficenti e cerchi di mettermi in cattiva luce, piuttosto che dibattere sulle osservazioni fatte. Non funziona Bhakta, lasci il tempo che trova e francamente non ho tempo da perdere neppure con te.

Per chi è interessato ad una critica storica sui Veda ancora una volta rimando alle osservazioni e link fatti in precedenza.

Citazione:
Tu non ti sei limitato a parlare di storia, ma hai affermato che le scritture vediche contengono princìpi di violenza e discriminazione sociale, poi sei passato a mettere in dubbio la loro datazione, sino a screditare la figura di Krishna dicendo che era un guerriero divinizzato.

certo e lo confermo pure. Principi di violenza e discriminazione sociale ci sono pure nella Bibbia, ci sono scribi che li mettono in bocca a Jhavè quando ordina di sterminare uomini, donne e bambini delle popolazioni nemiche, ma non vedo il problema se parliamo di storia.

Poi possiamo fare delle ipotesi di studio del tipo è possibile che sia un interpolazione di uno scriba ? Oppure non è altro che l'insegnamento dei capi tribali ?? E così via....

Ciao
DJ

Modificato da - donjuan in data 18/09/2008 17:02:29
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yasodanandana
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Inserito il - 18/09/2008 : 17:24:04  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
La verità è che non hai argomentazioni storiche sufficenti e cerchi di mettermi in cattiva luce
allora sei de coccio.. anzi.. di alluminio..

che storicamente tutti i personaggi sacri e le vicende religiose siano, in genere, piu' che incerti non e' nemmeno da dibattere, e' cosi' e basta...
Tutti i "Dio" possono essere umani che facevano qualcos'altro... Krishna il pastore di mucche, Buddha il principe, Cristo il falegname, il rabbino, il terrorista anti romano, Yahveh e Manitu' potevano pure essere due mafiosi che non si mostravano ma si facevano sentire corredati di coreografie ed effetti speciali .. e via cosi' ....

ma..

la cattiva luce che ti riguarda e' che hai voluto portare avanti la tesi per la quale certi testi presentano certe teorie senza averli nemmeno letti.. E quando sono stati citati passi, non hai potuto fare altro che arrampicarti sugli specchi per cercare di starci dentro lo stesso coi tuoi significati... chissenefrega se tratti da siti o da libri..

questa non e' stata una discussione fatta con uno che aveva in mano gli stessi dati miei o nostri e argomentava su tale base..

no..

e' stato un continuo chiarire che i testi non riportavano niente di cio' che tu, per via di pregiudizio, per una tua battaglia personale (oscena e razzista perche' vorrebbe screditare un miliardo di brava gente di un popolo diverso dal tuo), desideravi che i lettori credessero che ci fosse..

questa non e' cultura.. scienza men che meno... non siamo nemmeno nella normale correttezza umana..


ok?


se poi fai le stesse manovre con la Bibbia chissenefrega.. mica e' un merito..


perche' non leggi la Bhagavad Gita, dal primo verso, senza metterci sopra le tue "beghe" mentali e non vieni, verso per verso, a dire la tua sul forum orientale?

o hai paura di accorgerti che le cose non stanno come le hai volute proporre e che le religioni altrui sono belle almeno quanto la tua?



Modificato da - yasodanandana in data 18/09/2008 17:45:52
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donjuan
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Inserito il - 18/09/2008 : 17:45:35  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di donjuan  Invia a donjuan un messaggio ICQ Invia a donjuan un Messaggio Privato
l'ho fatto c'è la citazione verso per verso con tanto di critica che ho fatto dell'episodio di Krishna e Arjura ma se te sei di Bronzo con i prosciutti sugli occhi non è colpa mia.

Cmq se questi sono i tuoi dogmi ok, l'importante è aver dimostrato da parte mia che avete un approccio non storico-scientifico ma filosofico/dogmatico verso lo studio dei Veda.
Poi bla bla, quello che ho scritto è lì sopra chi vuole lo può leggere e trarre le proprie conclusioni da solo così come ci sono arrivato io e come ci sono arrivati svariati altri storici incluso credenti Induisti seppure di una parrocchia diversa dalla tua

lo so che ti da fastidio perchè sono induisti e sei privo di argomenti, ma sarebbe anche il caso di smettere di fare il bambino e fare il troll. Non te lo ripeterò una seconda volta


Ciao
DJ


Modificato da - donjuan in data 18/09/2008 17:49:38
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yasodanandana
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littleynd

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Inserito il - 18/09/2008 : 18:10:39  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di yasodanandana Invia a yasodanandana un Messaggio Privato
l'ho fatto
dove?
ripeto: "perche' non leggi la Bhagavad Gita, dal primo verso, senza metterci sopra le tue "beghe" mentali e non vieni, verso per verso, a dire la tua sul forum orientale?

o hai paura di accorgerti che le cose non stanno come le hai volute proporre e che le religioni altrui sono belle almeno quanto la tua?
"

ma se te sei di Bronzo con i prosciutti sugli occhi non è colpa mia
no.. e' colpa tua... perche' io ti chiedo fin dall'inizio della discussione di iniziare una disamina particolareggiata delle scritture che non hai letto ma che vuoi che dimostrino certe cose, e tu non la fai.
Quindi non posso fare altro che credere a me stesso che leggo e sto dentro una cultura, piuttosto che ad uno che la giudica, interessato, senza saperne niente..

l'importante è aver dimostrato da parte mia che avete un approccio non storico-scientifico ma filosofico/dogmatico verso lo studio dei Veda.
semplicemente io, come tutti i religiosi, "uso" le scritture per quello per il quale vanno usate.. ovvero per essere ispirato nella pratica spirituale. Per questo "uso" la ricerca storica non serve.. perche'?
Perche' la ricerca storica non puo' stabilire se il Tale e' Dio o un Santo anche nel caso in cui le sue vicende risultassero supportate archeologicamente, storicamente o quant'altro..
Quindi c'e' poco da dimostrare.. questo e' sempre stato l'approccio.. se non lo sapevi vuol dire che fino ad oggi, invece che su Scienze Antiche cliccavi su qualche sito porno..


ma sarebbe anche il caso di smettere di fare il bambino e fare il troll. Non te lo ripeterò una seconda volta
lo so che ti piacerebbe moderare penalizzandomi..

il problema e' che siccome sono corretto ed educato non puoi farlo...

sei tu che invece corretto non lo sei poi molto...

in ogni caso per me il discorso e' chiuso..

vediamo ora quanto sarai corretto nel prenderti l'ultima parola...


Modificato da - yasodanandana in data 18/09/2008 18:29:01
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faqir
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Rosa 4



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Inserito il - 18/09/2008 : 18:47:23  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di faqir Invia a faqir un Messaggio Privato

Scontro tra...Titani!

Dai ragazzi, datevi una calmatina, non state dando un bel esempio.

saluti
faqir
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