| Autore |
Discussione n. 3468 |
|
|
mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
604 Messaggi |
Inserito il - 05/12/2004 : 17:44:15
|
“Se il chicco di grano caduto a terra non muore, rimane solo; se muore, invece, produce molto frutto” (Gv 12,24).
Purtroppo a me sembra che, fra le altre cose, la Chiesa cattolica non sia stata sfiorata dall’insegnamento di Gesù su una vita capace di superare la morte, per cui gli avvenimenti concernenti la morte sono percepiti ancora con una mentalità che risente più dell’influsso delle credenze ebraiche sulla risurrezione dei morti nell’ultimo giorno e della filosofia greca sull’immortalità dell’anima, che della novità portata da Gesù. Questo mio convincimento trova sostegno anche presso alcuni esperti biblisti di cui trascrivo le testimonianze, raccolte attraverso alcune registrazioni amatoriali durante diversi congressi. Io ho avuto la fortuna di poter conoscere e parlare direttamente con uno di loro.
“La nuova maniera di concepire la morte viene formulata nel Nuovo Testamento attraverso le immagini di vivi che sono già morti e dei morti che invece sono viventi. Infatti nei vangeli si trovano dei personaggi che pur essendo vivi, sono già morti, e altri che pur essendo morti, sono vivi...
Vivi che sono già morti
Erode: uno zombi Nella prima categoria, quella dei morti viventi, gli evangelisti includono Erode Antipa. Costui organizza una festa durante la quale viene tagliata la testa a Giovanni il Battista, colpevole di aver denunciato l’adulterio di Erode con la cognata Erodiade (Mt 14,1-12; Mc 6,21-29). Il motivo della festa è il “compleanno” di Erode, ma gli evangelisti anziché adoperare il termine greco col quale s’indica l’anniversario della nascita, adoperano un altro vocabolo (gr. ghenesiois) che indica la commemorazione della nascita di una persona ormai defunta. La lingua greca distingue infatti tra ghenethlia (da cui l’italiano genetliaco) e ghenesia. Mentre il primo è usato in relazione all'anniversario della nascita di un vivo, il secondo commemora la nascita di una persona morta (le Ghenesie erano feste che si celebravano il 20 settembre in Atene per offrire sacrifici ai defunti). La scelta degli evangelisti è intenzionale: Erode che rappresenta il potere, la sfera delle tenebre e della morte, anche se fisicamente vivo è già morto, e quando compie gli anni non può aggiungere vita ma solo morte su morte. Per questo nel banchetto che egli offre, l’unica portata che appare è la testa di un morto: sono morti che si cibano di altri morti.
Ahi ai ricchi! L’altra categoria di morti viventi, nei vangeli, sono i ricchi, ai quali Gesù si rivolge con le espressioni tipiche del lamento funebre: “Ma ahi a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Ahi a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Ahi a voi che ora ridete perché sarete tristi e piangerete” (Lc 6,24-25) . La denuncia di Gesù non è diretta a tre categorie di persone (ricchi-sazi-ridenti) ma ai ricchi, sono costoro che sono sazi e che ora ridono. Il Signore non li minaccia (“guai!”), ma li piange come morti (è la stessa espressione adoperata da Gesù per le donne incinte, vittime della guerra delle quali piange la loro triste condizione, Lc 21,23). L'evangelista adopera infatti l'espressione greca oùai, traduzione dell'ebraico hôi, vocabolo facente parte del lamento funebre: “Depose il cadavere nella propria tomba; ed egli e i suoi figli lo piansero, dicendo: Ahi, fratello mio [oùai adelphe]!” (1 Re 13,10; Ger 22,18). Per Gesù i ricchi sono già morti, cadaveri viventi, e come tali non sono da minacciare, ma da compiangere. Il ricco è una persona che non è cresciuta (vedi Zaccheo, che era di infima statura (Lc 19,2), cioè non era all’altezza di Gesù), non ha raggiunto quel minimo che consente all’individuo di proseguire la sua esistenza, perché, secondo i vangeli, l’individuo cresce nella misura che è capace di donarsi agli altri. Il dono di sé lo fa entrare nella categoria di “signore”, come il Cristo. Mentre il ricco è colui che ha e trattiene per sé, il signore è colui che dona e condivide con gli altri. Potenti e ricchi sono coloro che verranno colpiti irrimediabilmente dalla “morte seconda” (Ap 20,14), avvenimento che confermerà il fallimento della loro esistenza.
Gesù e la morte seconda Nei vangeli sono diverse le immagini con le quali si allude alla morte seconda. In una parabola Gesù parla della rete gettata in mare che raccoglie ogni specie di pesci. Poi quelli “belli” (gr. kalà) vengono tenuti, mentre quelli “marci” (gr. saprà) vengono gettati. Non si tratta di categorie morali (buoni/cattivi), ma vitali: belli o marci. La pienezza di vita rende belli, la pienezza della morte marci, quindi inutili (Mt 13,47-49). La stesa metafora viene usata per l’albero bello e quello marcio, quello che fa il frutto bello e quello che produce solo marciume (Mt 7,17.18; 12,33; Lc 6,43). Nel vangelo di Matteo Gesù annunzia ai suoi discepoli le persecuzioni alle quali essi andranno incontro a causa della fedeltà al suo messaggio, con queste parole: “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo [sôma], ma non hanno potere di uccidere la vita [psychèn]; temete piuttosto chi ha il potere di distruggere la vita e il corpo nella Geenna” (Mt 10,28). Se l'opposizione ai valori della società ingiusta può provocare la persecuzione e la perdita della vita fisica (il corpo), l'adesione ai valori del sistema, rappresentato da mamona (Mt 6,24), il profitto, la ricchezza, conduce alla totale distruzione della propria esistenza (la vita) che, come un rifiuto qualsiasi, viene gettato nell’immondezzaio di Gerusalemme (Geenna) per essere distrutto completamente. Gesù assicura i discepoli perseguitati che nonostante le apparenze, i persecutori non vinceranno mai, perché tra costoro e i perseguitati, il Padre si pone dalla parte di questi ultimi: se mamona è il dio che distrugge, il Padre è il Dio che vivifica.
Morti ma vivi
Dai vivi che sono morti, il Nuovo Testamento passa ai morti che sono vivi. L’esperienza della comunità cristiana è stata che Gesù non risuscitava i morti, ma comunicava ai viventi una vita capace di superare la soglia della morte. Tale convinzione era talmente radicata tra i credenti che Paolo può affermare che essi sono già risuscitati pur non essendo ancora morti: “Con lui ci ha anche risuscitati [gr. synêgheiren, lat. conresuscitavit] e ci ha fatti sedere [gr. synekathisen, lat. consedere] nei cieli, in Cristo Gesù” (Ef 2,6); “Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete stati insieme risuscitati [gr. synêgherthête] per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi...” (Col 2,12-13); “Se dunque siete risorti [synêgherthête] con Cristo...” (Col 3,1). La convinzione di essere già risorti era talmente viva nella comunità cristiana che nei vangeli apocrifi si legge: “Chi dice: prima si muore e poi si risorge, erra. Se non si risuscita prima, mentre si è ancora in vita, morendo, non si risuscita più” (Vang. Filippo 90). “I morti non sono vivi e i vivi non morranno”(Vang. Tommaso, 11). E Gesù spirò… Pertanto si può affermare che nella comunità cristiana non si credeva alla risurrezione dei morti, ma a una vita capace di superare la morte, la vita eterna, quella vita che Gesù possedeva in pienezza, e che non gli è stata tolta ma da lui donata agli uomini (Gv 10,18). “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” (Lc 24,5) è l’interrogativo che pongono i due uomini “in vesti sfolgoranti” alle donne che si recano al sepolcro del Cristo e non hanno compreso che la qualità di vita posseduta da Gesù gli ha fatto passare la soglia della morte e che non possono trovarlo in un sepolcro. Per questo la fine di Gesù non è stata descritta dagli evangelisti con i verbi che indicano il morire (gr. apothsneskô, teleutaô), ma tutti scrivono che Gesù “lasciò/donò lo Spirito” (paredôken to pneuma, Gv 19,30), o “spirò” (exepneusen, Mc 15,37; Lc 23,45). Quella descritta dagli evangelisti non è una scena di morte ma di vita, e il gesto di Gesù è compiuto con piena consapevolezza. Attraverso l’impiego del verbo spirare, mai adoperato prima dei vangeli per descrivere la morte di un individuo, gli evangelisti intendono indicare che la vita non è tolta a Gesù, ma è lui che la dona, comunicando lo Spirito che aveva ricevuto dal Padre.
Vita per sempre La vita eterna che Gesù possiede in pienezza e che offre a quanti l’accolgono, si chiama così non per la sua durata indefinita, ma per la qualità: la sua durata senza fine è conseguenza della qualità. La vita eterna non è un premio nel futuro, ma una condizione del presente, e Gesù ne parla sempre al presente “Chi crede ha la vita eterna” (Gv 3,15.16.36). La vita eterna non va intesa come la condizione dopo la morte di chi si è comportato bene nella vita, ma una qualità di vita che è a disposizione subito per quanti accettano Gesù ed il suo messaggio, e con lui e come lui, collaborano alla trasformazione di questo mondo realizzando il regno di Dio. Gesù dichiara: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” (Gv 6,54; Gv 3,36; 5,24; 6,47; 6,54.); “Questo è il pane disceso dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno” (Gv 6,50-51). Chi, come Gesù, Figlio di Dio, accoglie il suo pane e si fa pane, cioè fonte di vita, per gli altri, ha come il Cristo una vita di una qualità divina, capace di superare la soglia della morte: “se uno osserva la mia parola non vedrà mai la morte” (Gv 8,51). Gesù assicura che chi vive come lui è vissuto, cioè operando sempre del bene, non farà l'esperienza del morire. Questa nuova dimensione della vita e della morte viene da Gesù formulata attraverso l'idea farisaica della risurrezione (ma cambiandone sostanzialmente il contenuto) per parlare agli ebrei, che potevano capire questa categoria teologica (Mc 8,31; 9,31;10,34.), ma ai pagani Gesù non parlerà mai di risurrezione, bensì di una vita capace di superare la morte fisica: “chi perde la propria vita per causa mia la conserverà” (Mc 8,35), Il passaggio dal vecchio concetto di vita-morte-risurrezione al nuovo inaugurato dal Signore, viene formulato nel vangelo di Giovanni nella risposta di Gesù a Marta, sorella di Lazzaro: “Io Sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25). Gesù non viene a prolungare la vita fisica che l’uomo possiede, sopprimendo o ritardando indefinitamente la morte, ma a comunicare la pienezza della vita che egli stesso possiede, la vita divina, indistruttibile, che permette all’individuo di oltrepassare indenne la soglia della morte. Gesù può affermare che egli è la risurrezione perché è la vita (Gv 14,6). Questa qualità di vita quando si incontra con la morte, la supera. Alla comunità che è di fronte alla distruzione fisica di Lazzaro, Gesù l’assicura che costui vive perché gli ha dato adesione (crede). Per Gesù la risurrezione non è relegata in un lontano futuro, poiché egli, che è la vita, è presente, per questo può dichiarare: “Chiunque vive e crede in me, non morrà mai” (Gv 11,26). “Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte” (Sap 1,13-14). Con il termine defunto (part. pass. di defungi, compiere, adempiere, terminare, vedi l’espressione latina defunctus iam sum, “ho fatto il mio tempo”) non s’indica lo stato del morto, ma l’azione del vivente: è colui che ha compiuto una funzione e che ora è trapassato, cioè è passato da un luogo a un altro, da una dimensione visibile a una invisibile. Il messaggio dei vangeli è che attraverso la morte la persona continua la sua esistenza in una diversa dimensione, in una continua crescita e trasformazione di se stessa verso la piena realizzazione. La vita, trasformata e arricchita dal patrimonio di bene che l’individuo reca con sé, entra nella pienezza della condizione divina, come scrive l’autore dell’Apocalisse: “Beati fin d’ora i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono” (Ap 14,13). Unendo paradossalmente due termini contrastanti quali il morire e l’essere beati, l’autore afferma che la morte fisica non ha l’ultima parola sulla vita. La morte non è una sconfitta o un annientamento e neanche l’ingresso in uno stato di attesa, ma un passaggio a una dimensione di pienezza definitiva. Le opere con le quali l’uomo ha trasmesso vita agli altri, sono la sua ricchezza, quel che hanno reso la vita eterna già in questa esistenza, innescando nell’individuo un processo di trasformazione che non viene fermato dalla morte, ma potenziato. La vita dell’uomo infatti, non viene trasformata dopo la morte, ma ha già iniziato nel corso dell’esistenza dell’individuo la sua trasformazione.
Nell’Antico Testamento non era ancora presente la possibilità della risurrezione, e la morte ideale era quella in età avanzata dei patriarchi come Abramo ed Isacco o dei re come Davide, che morivano “vecchi e sazi di giorni” (Gen 25,8; 35,29; 1 Cr 23,1). Con il messaggio di Gesù la morte cessa di mettere paura perché non indica più la fine della vita ma un passaggio verso una dimensione più intensa della stessa. Gesù l’ha sconfitta per sempre.”
Anna |
Modificato da - mamy in Data 05/12/2004 23:07:54
|
|
|
Astarte
Moderatore
    
Campania
1232 Messaggi |
Inserito il - 05/12/2004 : 22:40:57
|
Bellissimo Mamy! parole e ragionamenti logici!
|
 |
|
|
atmarama
Membro liv.#5
    
Lazio
1342 Messaggi |
Inserito il - 05/12/2004 : 23:12:52
|
citazione: Modificato da - mamy in Data 05/12/2004 23:07:54
Non vale.... mo' devo rileggere tutto per capire cosa hai cambiato???? |
 |
|
|
mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
604 Messaggi |
Inserito il - 05/12/2004 : 23:16:42
|
Era solo un errore sintattico, ma ora mi accorgo che ce ne sono altri. Pazienza! E' il contenuto quello che conta!!! :=)
Anna |
 |
|
|
quid est veritas
Membro liv.#3
  
Liguria
163 Messaggi |
Inserito il - 06/12/2004 : 19:42:01
|
citazione: Messaggio inserito da mamy [br Questo mio convincimento trova sostegno anche presso alcuni esperti biblisti di cui trascrivo le testimonianze, raccolte attraverso alcune registrazioni amatoriali durante diversi congressi. Io ho avuto la fortuna di poter conoscere e parlare direttamente con uno di loro.
Parli di "esperti biblisti" e di registrazioni amatoriali effettuate durante "diversi congressi". Potresti rivelarmi di che si tratta? Ho notato che, a parte Tommaso, e' citato tantissimo il vangelo di Giovanni, che denota certi ambienti e certe teologie. Naturalmente non voglio essere indiscreto..
grazie, ciao a presto |
 |
|
|
mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
604 Messaggi |
Inserito il - 06/12/2004 : 21:44:43
|
Caro quid est, non riesco a capire a quali ambienti e teologie ti riferisci. Ti posso assicurare che questi teologi di cui parlo sono persone tranquillissime ed integrate nei canoni della chiesa: sono frati, laureati chi in Teologia biblica, chi in Scienze ecclesiastiche orientali; ora insegnano discipline patristiche in varie università pontificie a Roma; qualcuno di loro ha condotto programmi di divulgazione a Radio Vaticana. Fino ad un anno fa non sapevo nemmeno che esistessero, perchè, vedi, io non frequento preti, non frequento parrocchie, da ragazzina ho preso le distanze da una cultura vetero-cattolica, bigotta e ipocrita di cui era impregnato il tessuto sociale in cui mi muovevo. Ho una madre al limite del fanatismo religioso più integralista e ho avuto un padre credente ma assolutamente anticlericale. Noi figli abbiamo sempre usato la nostra testa. Non ho fatto una vera e propria abiura; diciamo che ero "una separata in casa". Ma Gesù no, Gesù era un'altra cosa. Non so dirti quante volte nella mia vita ho riletto i Vangeli e ogni volta vi scoprivo un nuovo messaggio, un nuovo insegnamento, un indirizzo, una guida. Questo fino ad un anno fa circa. Mi era capitato un evento luttuoso e questa volta nemmeno Gesù riusciva a darmi quel segno in più che spesso avevo trovato leggendo il Vangelo. Ed ecco che una mia amica mi chiede se voglio assistere ad una "tre giorni" organizzata dal parroco della sua parrocchia il quale aveva invitato uno di questi teologi, suo grande amico. Argomento: la figura di Simon Pietro nel vangelo di Giovanni. Non nascondo che il mio interesse era soprattutto di natura intellettuale, mai più avrei pensato di poter avere un incontro personale con questo frate, di cui ricordo solo il nome: Alberto. Invece, una mattina (il convegno si svolgeva nel pomeriggio e in serata) fu data la possibilità, a chi voleva, di avere un ulteriore incontro a domanda libera (anche in modo riservato). Io mi feci coraggio, mi avvicinai a lui e gli confidai la mia pena: Gesù parla della vita, la sua parola è per la vita, per la pienezza di vita, per l'impegno, per le opere.....e la morte? anche Gesù abbandona la morte? la lascia in disparte, in lontananza, dimenticata...... Allora don Alberto mi disse: -Vieni di là con gli altri e vi parlerò della resurrezione di Lazzaro e capirai che Gesù ti ha risposto anche questa volta.
Per tornare alla tua domanda, questi studiosi stanno curando, da anni, una nuova traduzione dei testi sacri, alla luce di documenti recentemente ritrovati che aiutano a capire sempre meglio il senso delle parole contenute nei vangeli. C'è un grande fermento nel campo della critica, dell'esegesi e degli studi biblici in generale, ma c'è scarsa divulgazione a livello popolare, sicchè i fedeli rimangono ancorati a dogmi ormai rivisitati dalla chiesa stessa. L'assurdità è che spesso sono gli stessi preti a non esserne a conoscenza.
Per quanto riguarda le registrazioni, molti dei partecipanti a quei tre giorni avevano registrato. Io non ci avevo pensato, così ho chiesto di poter copiare qualcuna delle loro registrazioni ed ho scoperto che ne avevano anche altre fatte in altre occasioni, in altre città. Io ne ho solo qualcuna. Peccato che nessuno registrò quando si parlò della resurrezione di Lazzaro. Però ho tutto nella mia testa.
p.s. riguardo a Tommaso, sono anni che ho anche il testo degli apocrifi. Trovo interessante anche Filippo. Ma spesso il mio interesse è soprattutto intellettuale. Non mi interessa l'interpretazione gnostica, se è a questo che ti riferisci. La mia curiosità intellettuale mi ha portato a leggere Lenin e mussolini, Il fu Mattia Pascal e L'amante di lady Chatterly, Delitto e castigo e Candide, ecc. ecc. Per quanto riguarda le religioni, molto ho imparato da Max Weber. Però leggo anche Topolino e Diabolik!!!!!!!!!
Anna |
Modificato da - mamy in data 06/12/2004 22:06:10 |
 |
|
|
quid est veritas
Membro liv.#3
  
Liguria
163 Messaggi |
Inserito il - 11/12/2004 : 17:13:01
|
mamy, ti chiedo scusa per non aver potuto rispondere prima. Purtroppo gli impegni di lavoro mi permettono di scrivere solo "a spot"  Mi sono accorto di essere stato troppo aggressivo nel formulare la domanda Poiche' il titolo della discussione e' "la morte nei vangeli", volevo solo sottolineare il fatto che nelle discussioni che riporti e' citato quasi esclusivamente il vangelo di giovanni (che si discosta per molti aspetti dai sinottici). Personalmente, sono pienamente d'accordo con quello che dici, mi piace, e mi piacciono molto i vangeli di giovanni, filippo e tommaso.. Purtroppo tutti i vangeli raccolgono tradizioni orali e scritte su Gesu' seguendo una propria linea interpretativa, armonizzando a volte col pensiero giudaico, a volte con quello greco etc. etc. E' necessario quindi considerare la pluralita' dei testi per potersi avvicinare alla figura ed alle parole di Cristo. E leggere tutto e di tutto e' proprio quello che fai tu, direi!
P.S.: complimenti per aver riscritto un post solo per qualche errore sintattico!! 
ciao, a presto |
 |
|
|
mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
604 Messaggi |
Inserito il - 11/12/2004 : 19:44:45
|
Per correggere un errore non è necessario riscrivere tutto il post, c'è l'opzione "modifica" 
Se permetti ti faccio gli auguri di cuore per la nascita del tuo bimbo (o bimba?)

Anna |
 |
|
|
Astarte
Moderatore
    
Campania
1232 Messaggi |
Inserito il - 12/12/2004 : 16:22:20
|
| Mamy...ti ammiro sempre di più! sei una donna con la "D" ...grazie per essere in mezzo a noi! |
 |
|
|
mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
604 Messaggi |
Inserito il - 12/12/2004 : 17:08:52
|
citazione: sei una donna con la "D"
non ho capito perchè, ma....
grazie e IDEM 
Anna |
 |
|
|
quid est veritas
Membro liv.#3
  
Liguria
163 Messaggi |
Inserito il - 12/12/2004 : 17:12:40
|
Grazie mamy, e' una bimba di nome Margherita..
a presto
quid (lorenzo) |
 |
|
|
yasodanandana
Membro liv.#5
    
Estero
3341 Messaggi |
Inserito il - 14/12/2004 : 15:30:22
|
infiniti auguri se posso permettermi ti chiederei di darle un bacetto e dirle "questo e' un bacetto di yasoda nandana" so che fa molto "papa giovanni" (quando tornate a casa date una carezza ai vostri bambini e dite "questa e' una carezza del papa").. ma io sono un sentimentale 
ancora auguri, a te, alla bimba e alla tua signora |
Modificato da - yasodanandana in data 14/12/2004 15:31:11 |
 |
|
|
quid est veritas
Membro liv.#3
  
Liguria
163 Messaggi |
Inserito il - 15/12/2004 : 12:33:55
|
citazione: Messaggio inserito da yasodanandana infiniti auguri se posso permettermi ti chiederei di darle un bacetto e dirle "questo e' un bacetto di yasoda nandana"
Guarda, ci ho provato ma non sono riuscito a pronunciare per intero il tuo nick  Un po' perche' non riesco a mandarlo a memoria, un po' perche' mi si annoda la lingua 
Permettimi quindi (come ho gia' fatto) di chiamarti Yaso.
Grazie Yaso, a presto |
 |
|
|
kantaishi
Membro liv.#2
 
81 Messaggi |
Inserito il - 09/01/2005 : 17:31:42
|
X Mamy, vuoi morire? E' talmente semplice:se tu non sei cristiana e sei Italiana,sei morta.Se tu sei nata a Bhagdad e non sei musulmana sei morta. Se tu abiti a Milano e non fai il tifo per il Milan,sei morta ma........il corpo è più vivo che mai. "lascia che i morti seppelliscano i loro morti."disse Gesù a quello che voleva seppellire suo padre prima di seguire gesù. Ma Gesù ragiona in modo del tutto differente:chi ci tiene alle tradizioni è un morto vivente,chi ci tiene a seppellire il padre morto è un morto anche lui.Chi ha più a cuore la morte del padre che le parole di gesù è un morto vivente,un cadavere ambulante. Ci sono 3 casi di morte:
1 - Muore l'Ego ma rimane vivo il corpo:l'uomo diventa un Buddha,un Cristo, un S Francesco. 2 - Muore l'Ego e anche il corpo:nessun problema,l'uomo entra in una nuova dimensione. 3 - Muore il corpo ma rimane vivo l'EGO.Ahi!ahi!L'uomo diventa un Dracula il Vampiro.Perchè?perchè si trova senza corpo e pieno di desideri e...come fa a soddisfarli?Come può soddisfare il desiderio di nutrirsi se non ha più il corpo?Non gli resta che andar in giro di notte a succhiare energia vitale alla gente che dorme. Dimostrazione? Cosa sono le polluzioni notturne? Mi fermo qui ,altrimenti ti faccio troppa paura. Facile parlare della verità ma non avere il coraggio di affrontarla perchè fa paura. Vai a vedere il film"L'esorcista"e trovi quella verità che non sta scritta in nessun libro sacro.Ma quella verità è al di là delle immagini del film e al di là delle parole.
Saluti.
kantaishi.  |
 |
|
|
quid est veritas
Membro liv.#3
  
Liguria
163 Messaggi |
Inserito il - 10/01/2005 : 18:09:10
|
citazione: Messaggio inserito da kantaishi
X Mamy, vuoi morire? E' talmente semplice:se tu non sei cristiana e sei Italiana,sei morta.Se tu sei nata a Bhagdad e non sei musulmana sei morta.
Non ho capito, cosa stai dicendo? Non afferro la tua logica stringente. Ammiro pero' il tuo coraggio nell'indicare chi sono i vivi ed i morti, questo ti dà molta importanza. Significa anche che sei tra i vivi. Allora ti chiedo: sei italiano e cristiano?
C'e' poi un passaggio della tua interpretazione delle parole di Gesù che non condivido. Tu dici:
Gesù ragiona in modo del tutto differente:chi ci tiene alle tradizioni è un morto vivente
e fin qui a grandi linee sono d'accordo. Poi fai un salto logico:
chi ci tiene a seppellire il padre morto è un morto anche lui
Qui non sono per nulla d'accordo. Si è mai visto Gesù bollare di morte un gesto d'amore verso qualcuno?? Gesù si riferisce al fatto che la sepoltura era un rituale, praticato da persone che avevano trasformato il proprio rapporto con Dio nell'osservanza cieca di una lunga serie di precetti. Leggi quanto riportato nel Vangelo di Matteo.
Matteo (15: 3-7) <<..egli (Gesù) rispose loro: «Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto:
Onora il padre e la madre
e inoltre:
Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.
Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: -Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio- non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti!..>>
Così al tempo non si aiutavano i genitori, magari anziani e bisognosi, con la scusa che i soldi erano stati spesi per le decime e le offerte al Signore, però poi non si rinunciava al funerale perchè era un rituale importante.
Poi non mi sembra nemmeno corretto l'accostamento tra Buddha, Gesù, e S.Francesco ma vabe', e' un'altra storia..
ciao, a presto |
 |
|
|
yasodanandana
Membro liv.#5
    
Estero
3341 Messaggi |
Inserito il - 10/01/2005 : 18:29:59
|
citazione: Messaggio inserito da kantaishi
Ci sono 3 casi di morte:
1 - Muore l'Ego ma rimane vivo il corpo:l'uomo diventa un Buddha,un Cristo, un S Francesco. 2 - Muore l'Ego e anche il corpo:nessun problema,l'uomo entra in una nuova dimensione. 3 - Muore il corpo ma rimane vivo l'EGO.Ahi!ahi!L'uomo diventa un Dracula il Vampiro.
l'identificazione fra individualita' e dimensione di vita illusoria o materialista e' una faccenda molto meno scontata di come la presenti tu
nel primo caso se nel corpo non c'e' l'individuo muore pure il corpo nel secondo caso se per assurdo esistesse qualcosa del genere, si avrebbe un niente che entra nel niente nel terzo caso dimostri di non sapere che anche la mente e' un corpo e che non ha niente a che vedere con l'esistenza individuale
dici delle cose "indianeggianti" ma stringi stringi... ehem.. 
 http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos/ |
 |
|
|
Caurelio
Membro liv.#2
 
69 Messaggi |
Inserito il - 23/01/2005 : 23:18:40
|
citazione: Messaggio inserito da mamy [br
La vita eterna non va intesa come la condizione dopo la morte di chi si è comportato bene nella vita, ma una qualità di vita che è a disposizione subito per quanti accettano Gesù ed il suo messaggio, e con lui e come lui, collaborano alla trasformazione di questo mondo realizzando il regno di Dio. Anna
Bello ed interessante. Non ho però capito come si realizza e cosa comporta la "vita eterna" dopo la morte. |
 |
|
|
kantaishi
Membro liv.#2
 
81 Messaggi |
Inserito il - 24/01/2005 : 22:27:07
|
X Quid est veritas. Il veggente dice che quel Matteo 15 non è autentico,ma non può dimostrarlo. E come sa il veggente che non è autentico? Esempio:
"Silvia,ricordi quel tempo di tua vita mortal, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi e tu trapanavi il muro facendo un gran casino?"
Il veggente della prima classe inferiore dice che quel"e tu trapanavi il muro........."non è autentico,non è stato scritto da Leopardi. E il veggente della V superiore legge il vangelo di Matteo e toglie circa il 60& di ciò che è scritto ritenendolo non autentico. E il tutto in 15 minuti. E..........non può dimostrarlo e.......neppure gli interessa farlo.
Om!Shanti.
Kantaishi Gurudeva.  |
 |
|
|
mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
604 Messaggi |
Inserito il - 26/01/2005 : 20:29:29
|
citazione: Messaggio inserito da Caurelio Bello ed interessante. Non ho però capito come si realizza e cosa comporta la "vita eterna" dopo la morte.
.......saperlo!!!!!!!!!!! Io credo sia una felicità inesprimibile. Inoltre credo che non ci sia un sopra e un sotto, un mondo terreno e un regno dei cieli come divisione "topografica". E ancora credo che in qualche modo persista un'attenzione amorevole del mondo dello spirito nei confronti di quello della materia. Perchè ciò che è sicuramente immortale è l'Amore.
Anna |
 |
|
| |
Discussione n. 3468 |
|
|
|