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Discussione n. 3882 |
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mamy
Membro liv.#4
   
Puglia
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Inserito il - 29/01/2005 : 15:54:13
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(Palermo,23/9/2004, SETTIMANA ALFONSIANA)
Gesù definisce se stesso: il Figlio dell’uomo. Il Figlio dell’uomo è un tema cruciale per la comprensione della figura di Gesù e della sua attività. Nei vangeli Figlio dell’uomo è, dopo il nome proprio, la denominazione principale di Gesù. Un dato rivelatore dell’importanza di questa denominazione è che si trova sempre in bocca a Gesù e attribuita a se stesso (eccetto Gv 12,34, come risposta della folla).
a) Daniele Figlio dell’uomo è la traduzione di un’espressione aramaica bar nash(a), [ebr. ben’ adam] “figlio di uomo”, e significa uomo. L’espressione non è originaria degli evangelisti, ma si riferisce al Libro di Daniele (Dn 7,13-14), dove si descrive un sogno nel quale il profeta vede la successione di quattro imperi rappresentati dalle bestie, simbolo di crudeltà e disumanità, con le quali si indicavano le nazioni pagane (Ger 4,7; 5,6; Ez 29,3; 32; Sal 57,3). Dal Mar Mediterraneo, agitato dai “quattro venti del cielo”, salivano “quattro grandi bestie”. “La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila” (Dn 7,4). Il leone, la bestia più importante, rappresenta Nabucodonosor ed era figura dell’impero di Babilonia. La seconda, “simile a un orso” che sta divorando “tre costole” (Dn 7,5), è presentata mezza sdraiata e mezza alzata: sta divorando, ma nello stesso tempo è in posizione d’attacco. Questa bestia rappresenta il regno dei Medi, conosciuti per la loro ferocia (Is 13,17), che succedono immediatamente ai babilonesi. La terza, “simile a un leopardo” con “quattro ali d’uccello sul dorso e quattro teste” (Dn 7,6), indica il regno dei Persiani, un potere universale e capace di portarsi rapidamente nelle quattro direzioni della terra. Infine la quarta bestia, che supera in ferocia tutte le altre, “una bestia spaventosa” (Dn 7,7), insaziabile e implacabile, tanto da non poter essere descritta se non per le “dieci corna, e i denti di ferro”, indica il regno di Alessandro e dei suoi successori. Le dieci corna sono i re della dinastia dei Seleucidi. L’apparizione delle quattro bestie indica che nessuna di queste contribuisce a umanizzare il genere umano né a migliorarne l’esistenza; al contrario, la peggiorano per il crescendo di ferocia.
Nel corso della visione Daniele in 7,13 parla di “uno simile a un figlio d’uomo”, cioè un uomo, il quale riceve il potere prima detenuto da Nabucodonosor: “Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d’uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui; gli furono dati potere [exousia], gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto” (Dn 7,13-14; 4,33; 5,18). L’uomo, creato da Dio a sua immagine e somiglianza (Gen 1,26), è chiamato a dominare le fiere (Gen 1,28; 9,2), il suo dominio sarà eterno e il suo regno non avrà fine. Gli evangelisti identificano in Gesù questo uomo, in particolare Marco descrive il Cristo che nel deserto “stava con le fiere” (Mc 1,13). In epoca posteriore al libro profetico la figura umana venne interpretata nella letteratura rabbinica come una rappresentazione del Messia. Il messaggio di Daniele è che Dio distrugge i poteri politici disumani che, con la loro ingiustizia e crudeltà, opprimono i popoli. Dopo aver ridotto alla rovina o all’impotenza questi regni, Dio inaugurerà un regno universale di carattere umano, degno dell’uomo. Non sorgerà un impero in più che si aggiungerà alla serie, ma si instaurerà una nuova maniera di regnare, umana, non bestiale, garantita dal figlio dell’uomo.
b) Vangeli Missione del Cristo è quella di effondere all’umanità una vita di qualità divina, che trasforma l’uomo interiormente infondendogli una nuova vitalità. Con l’immagine del figlio dell’uomo, gli evangelisti vogliono indicare il trionfo dell’umano sul disumano, cioè la progressiva scomparsa dei sistemi che ostacolano lo sviluppo dell’uomo, e, di conseguenza, la possibilità per l’umanità di avanzare nel cammino della sua maturazione e pienezza. Nei vangeli, il figlio dell’uomo (Ho huios toû anthrôpou) indica colui agisce in terra come Dio stesso (Mt 9,6), colui che rende presente il divino e la sua forza di vita nella storia umana, e per questo rappresenta il massimo dell’umanità, l’Uomo per eccellenza. In Gesù si realizza in pienezza la creazione dell’uomo, portandolo a una pienezza umana che include la condizione divina. Il suo impegno d’amore senza limiti agli uomini lo porta al massimo delle possibilità umane e allo stesso tempo lo pone in piena sintonia con la realtà divina, che, essendo amore (1 Gv 4,8), non può non comunicarglisi. Pertanto figlio dell’uomo appare come il punto d’incontro tra il massimo dell’umano e la realtà di Dio, il luogo dove s’incontra e si fonde l’umano con il divino (“Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”, Gv 1,51). Il Messia, contrariamente alle attese del popolo, non sarà un leader politico, ma il detentore della pienezza umana e, con essa, della condizione divina. La sua missione è aprire agli uomini il cammino verso una pienezza come la sua. Gesù non è un sovrano al quale sottomettersi, ma il modello d’uomo al quale ognuno può aspirare. La pienezza raggiunta dal Cristo non è un privilegio unico, ma Gesù, colui che battezza in Spirito santo (Mt 3,11; Mc 1,8; Lc 3,16; Gv 1,33,) comunica ad altri lo stesso Spirito che è in lui. La partecipazione dello Spirito ricevuto da Gesù indica che altri uomini entrano nella via della pienezza umana e che la denominazione il Figlio dell’uomo include anche loro (“Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”, Gv 1,16). L’impegno d’amore di Gesù, per quanto eccezionale e straordinario, è dentro le capacità umane. Figlio dell’uomo è Gesù, colui nel quale risiede la pienezza dello Spirito, ma è anche modello dello sviluppo umano, connotando pertanto un potenziale senso estensivo a tutti gli uomini. Nel figlio dell’uomo gli evangelisti uniscono due concetti: quello dell’Uomo per eccellenza e quello del prototipo di tutta l’umanità. Gesù, che è al vertice della condizione umana è allo stesso tempo modello e meta per tutti.
Anna |
Modificato da - mamy in Data 29/01/2005 15:58:57
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quid est veritas
Membro liv.#3
  
Liguria
163 Messaggi |
Inserito il - 31/01/2005 : 10:24:50
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L'argomento e' molto interessante, anche perche' nessuno e' ancora riuscito a fornire un'interpretazione certa di Figlio dell'Uomo, nonostante Gesu' affermasse di esserlo. Per di piu' le prime comunità cristiane non chiamano mai Gesu' con questo appellativo, quindi e' pressoche' certo che sia un'espressione usata proprio da Gesu'!
Da quel che si puo' capire dai racconti evangelici il Figlio dell'Uomo e' sicuramente un giudice escatologico, che rivedremo nel Giorno del Giudizio. Inoltre i lettori a cui era rivolto il Vangelo di Giovanni sapevano probabilmente cosa cio' significasse, infatti in Giovanni 5,26 si legge: «Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è il Figlio dell'Uomo».
Nell' A.T. non c'e' niente di niente di niente che faccia riferimento a questo, ed e' inutile a parer mio cercare deboli richiami, come quello nel libro di Daniele o di Ezechiele..
E' meglio, e piu' interessante, cercare qualcosa tra gli apocrifi dell'A.T. che oggi, dopo Qumran, sappiamo essere stati molto importanti e diffusi tra le diverse correnti dell'ebraismo del tempo. In particolare, anche per le origini cristiane, Enoch e l'enochismo.
La mia conoscenza si ferma qui, pero' ho letto da qualche parte che ci sono molti riferimenti al Figlio dell'Uomo nel Libro delle Parabole che fa parte del Primo Libro di Enoch, ed e' datato intorno al 30 a.C. Forse e' li' che si puo' trovare qualcosa su questa figura.
Hard Rain, se ci sei batti un colpo Cosa sappiamo sul Libro delle Parabole, e sul Primo Libro di Enoch piu' in generale? Contenuti? Attendibilita'? C'e' qualche link a traduzioni italiane?
Grazie, a presto |
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Discussione n. 3882 |
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