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Hard Rain
Membro liv.#3
  
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Inserito il - 26/01/2005 : 10:11:53
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4Q246 – Apocalisse aramaica
Proseguo la pubblicazione di alcune mie note sui testi messianici ritrovati a Qumran e che sono lavori non biblici, cioè non sono copie dei libri dell'Antico Testamento bensì documenti originali elaborati dalla setta essena di Qumran. Oggi parliamo dell'Apocalisse Aramaica, nota come 4Q246. Al solito, le traduzioni sono a cura di Florentino Garcia Martinez. Buona lettura. Mi raccomando fornite suggerimenti, note e critiche.
L'Apocalisse aramaica (4Q246) è un testo non biblico in lingua aramaica, datato paleograficamente alla fine del I secolo a.C., questo documento è stato studiato e pubblicato per la prima volta da Emile Puech, cfr. “Fragment d’une apocalypse en araméen (4Q246 = pseudo-Dan) et le ‘Royaume de Dieu’”, Revue biblique (RB) 99 (1992) 98–131. Puech è uno studioso molto autorevole della Ecole Biblique di Gerusalemme. Per chi non lo conosce o non ricorda è quello che ha attribuito al primo libro di Enoch alcuni frammenti greci rinvenuti nella grotta 7 di Qumran (mentre O'Callaghan e il Prof. Thiede li avevano attribuiti a frammenti di alcune lettere di Paolo, Thiede è ancora di questa opinione).
Dell'Apocalisse Aramaica rimangono due frammenti di due colonne del rotolo (Col. I e II).
Colonna I – 1 [... su] di lui si abbatté. Cadde di fronte al trono. 2 [Disse dunque al r]e: Per quale motivo sei adirato [e fai stridere] 3 i denti? [Interpre]terò la tua visione: e tu, per sempre, tutto 4 [saprai. Insieme a tribolazioni] enormi, arriverà sulla terra un’oppressione; 5 [ci sarà poi una grande lotta] e un terribile massacro nelle province 6 [...] re di Assur e d’Egitto 7 [...] e sarà grande sulla terra 8 [...] faranno e tutti [lo] serviranno 9 [Figlio del Signore gran]de sarà chiamato e sarà designato col suo nome. [Trad. F.G. Martinez]
Colonna II – 1 Sarà chiamato Figlio di Dio e lo chiameranno Figlio dell’Altissimo. Come le comete 2 della visione, così sarà il loro regno: regneranno per anni sulla 3 terra e distruggeranno ogni cosa; un popolo ne distruggerà un’altro e una provincia un’altra, 4 vacat finché sorgerà il popolo di Dio e tutti abbandoneranno la spada. 5 Il suo regno sarà un regno eterno e tutte le sue vie saranno secondo verità. Giudicherà 6 la terra secondo verità e tutti faranno la pace. La spada sparirà dalla terra 7 e tutte le province gli renderanno omaggio. Il grande Dio gli verrà in aiuto 8 facendo la guerra per lui: metterà i popoli in suo potere e tutti 9 li getterà davanti a lui. 10 Il suo governo sarà un governo eterno e tutti gli abissi [...] [Trad. F.G. Martinez]
Profezia di un Messia “positivo” sul modello di Gesù?
Il documento è particolarmente importante in quando contiene i termini “Figlio di Dio” e “Figlio dell’Altissimo”, caratteristici del Nuovo Testamento. Nonostante la frammentarietà del testo, è evidente che ci troviamo di fronte a un personaggio – non identificato, forse un profeta – che si prostra davanti al trono di un re che è spaventato a causa di una visione. Questo personaggio, quindi – interpretando e spiegando la visione del re – racconta che ci sarà sulla terra una grande distruzione (provocata da dei potenti re) e un massacro nelle province. L’allusione alle comete potrebbe significare che il periodo delle distruzioni sarà breve sebbene poco dopo si dice che “regneranno per anni sulla terra e distruggeranno ogni cosa”. Sembra poi che al termine di questo grande sconvolgimento apparirà un personaggio che sarà servito da tutti, e verrà chiamato con i titoli di “Figlio di Dio” e di “Figlio dell’Altissimo” (notevole l’analogia con alcuni passi del NT). I regni dei re potenti finiranno e ci sarà la pace per il popolo di Dio; segue quindi la descrizione del regno eterno del popolo di Dio: non ci saranno più guerre, tutti vivranno in pace e le province onoreranno il personaggio chiamato figlio di Dio e figlio dell’Altissimo, la cui forza è Dio stesso, grazie a cui egli può sottomettere i popoli e dominare per sempre anche su gli abissi. Nell’AT l’appellativo di Figlio di Dio non è molto comune, e ancora meno lo è Figlio dell’Altissimo sebbene compaia in alcuni passi e sia ben noto . Il testo, noto in parte fin dagli anni ‘70, è stato variamente interpretato.
A prima vista l’interpretazione più verosimile è in chiave messianica “positiva”, si prefigura la venuta di un Messia futuro (che sarà chiamato Figlio di Dio e Figlio dell’Altissimo) in grado di stabilire il regno di Dio dopo una grande guerra e un massacro. Quanto riportato nella colonna II può essere messo a confronto con Luca 1:31-33 e 35 che definisce proprio Gesù come Figlio dell’Altissimo, e Figlio di Dio, esattamente gli stessi appellativi utilizzati per il Messia in 4Q246, ma anche con Matteo Capitolo 24 che profetizza la venuta del regno di Dio dopo una serie di guerre e di sconvolgimenti. L’idea di una grande guerra, di uno sconvolgimento generale seguito dalla venuta di un Messia in grado di stabilire il regno di Dio era quindi presente a Qumran, come attestato da questo documento che non è biblico ma è un lavoro originale della comunità di Qumran. Ben prima della caduta di Gerusalemme (70 d.C.) infatti qui siamo un centinaio di anni circa prima della venuta di Gesù.
Secondo questa interpretazione, dunque, il Figlio dell’Altissimo (o di Dio) sarebbe un personaggio positivo, destinato a stabilire il regno di Dio. Il passo potrebbe inoltre essere messo in relazione con Daniele 7:13-14 dove viene usato il titolo di “Figlio dell’uomo” e dove si afferma che il regno è eterno e non verrà mai distrutto (cfr. 4Q246, Colonna II, 5). Questa interpretazione, seppure con alcune sfumature e varianti, è sostenuta ad esempio da G.F. Martinez ed Emile Puech.
Stridere i denti (Colonna I, v. 3): vi invito a prestare attenzione a questo modo di dire, compare non poche volte nel Vangelo secondo Matteo.
Profezia dell’avvento di un re usurpatore?
Si è anche pensato ad una interpretazione in chiave storica del passo, basata ad esempio sulle vicende di Antioco IV Epifane (175-164 a.C.), re di Siria, che dichiarò guerra ad Israele, invase Gerusalemme perseguitando i giudei e profanò il tempio (169 a.C.) decretando la soppressione del culto ebraico e l’adozione di quello pagano, o di un suo successore. Questi fatti sono narrati nel primo e nel secondo libro dei Maccabei, oltre che nelle Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio.
Secondo questa chiave di lettura il Figlio di Dio o dell’Altissimo non sarebbe affatto una figura “positiva”: la fine del primo passo e l’inizio del secondo passo potrebbero significare anche che durante il periodo del massacro regnerà questa figura che tutti chiameranno “Figlio di Dio” e “Figlio dell’Altissimo” non perché lo sia effettivamente, ma perché essa imporrà con la forza agli altri di essere trattato come un Dio. Secondo questa interpretazione, allora, la figura di cui si parla in questi passi non è il Messia di Dio, ma una figura contraria, un anticristo, forse un re potente che commetterà il male e si farà chiamare con appellativi destinati al “vero Messia” usurpandone i poteri (proprio come Antioco Epifane).
Infatti subito dopo la presentazione del personaggio (cfr. Col. I, 7-9 e Col. II, 1) si dice: “così sarà il loro regno: regneranno per anni sulla terra e distruggeranno ogni cosa (…) finché sorgerà sulla terra il popolo di Dio” (cfr. Col. II, 3). Se il “regno” è riferito a questa figura che si fa chiamare “Figlio di Dio” è evidente che questa interpretazione è più corretta. Potrebbe anche essere che il passo in questo punto si riferisca soltanto ai regni degli Assiri e degli Egiziani, menzionati nel primo frammento (cfr. Col. I, 6). Oppure che si riferisca al “loro regno” inteso come quello degli Assiri e degli Egiziani affiancati da questa figura “negativa”. Questa interpretazione storica del brano come profezia post eventum delle vicende di Antioco Epifane e dei Maccabei è sostenuta da Milik e da D. Flusser.
L’interpretazione in chiave apocalittica e messianica “positiva” sembra comunque quella più convincente perché alla fine del passo si dice che “il suo regno sarà un regno eterno” (cfr. Colonna II, 5) e “il grande Dio gli verrà in aiuto” (a chi? Al Figlio dell’Altissimo prec. menzionato?), “facendo la guerra per lui” (cfr. Colonna II, 7-8) e “metterà i popoli in suo potere” (cfr. Colonna II, 8). Sembra evidente che queste frasi siano riferite al Figlio di Dio o dell’Altissimo menzionato poco prima. E’ possibile tuttavia che questi riferimenti non siano al Figlio di Dio bensì a un secondo soggetto, al “popolo di Dio” menzionato in Col. II, 4.
Leggendo i due passi uno in seguito all’altro abbiamo i segg. temi: previsione di una oppressione e di una grande lotta; cenno alla venuta di un personaggio che sarà designato con il nome del Signore (è un oppressore oppure un liberatore? Si farà chiamare Figlio di Dio o il testo dice che questo essere obbligherà gli altri a farlo con la violenza usurpando un titolo che non gli spetta?); nuova descrizione di massacri e violenze (questi fatti avvengono durante l’epoca del presunto Messia oppure si tornano a descrivere i fatti sanguinosi di cui prima?); si stabilisce il regno di Dio che porrà fine alle tribolazioni; Dio alla fine verrà in aiuto e costruirà un governo per “lui” e metterà le popolazioni “in suo potere” (il Figlio di Dio menzionato prima? Oppure Dio verrà in aiuto del suo popolo, citato nella Colonna II, 4?).
http://digilander.libero.it/smassuntapadulle/archeologia/papirologia.htm |
Modificato da - Hard Rain in Data 26/01/2005 13:08:49
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